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In Puglia e Basilicata

Omicidio Mez, Sollecito  scrive alla sua Giovinazzo

Omicidio Mez, Sollecito  scrive alla sua Giovinazzo
«Un po' di tempo fa ho visto Rocky IV e la fantasia mi ha portato a immaginare che il 'governo russo' fosse la pubblica accusa e Ivan Drago il peggiore dei testi dell’accusa. Che immaginazione che ho». Il giovane accusato di aver ucciso a Perugia una studentessa inglese, parla poi della vita in carcere: «Se avessi qui la Playstation...»

31 Maggio 2009

PERUGIA – «Un po' di tempo fa ho visto Rocky IV e la fantasia mi ha portato a immaginare che il 'governo russo' fosse la pubblica accusa e Ivan Drago il peggiore dei testi dell’accusa. Che immaginazione che ho»: Raffaele Sollecito, processato a Perugia insieme ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher, scrive agli amici del suo paese d’origine, Giovinazzo (Bari), una lettera pubblicata in esclusiva dalle pagine di un settimanale in edicola domani. 

«Vedere il film in quest’ottica – continua Sollecito – è stato molto entusiasmante». 
Il giovane parla poi della vita in carcere: «Se avessi qui la Playstation mi rinchiuderei nel mio magico mondo utopistico, dove sono tutti onesti con se stessi e con gli altri. Purtroppo le cose nella realtà non sono così e quello che mi sta accadendo ne è la prova». 
«Ultimamente non sto bene – scrive ancora Sollecito – sia perché durante questa carcerazione i mie problemi intestinali sono peggiorati, sia perché la solitudine porta il mio morale sotto terra. Come già sapete sono solo e per fortuna ho con me una delle poche cose che mi danno ancora la forza di andare avanti: combattere per la giustizia. Come già sapete, fuori di qui praticavo kickboxing, sia a Giovinazzo sia a Perugia. Ora, per quanto riguarda l'allenamento... avete mai preso a calci l’aria? Forse vi è capitato. E l’anta di una finestra? Consiglio: non provateci, non conviene, fidatevi». 


Con il giornale ha parlato ianche il papà di Raffaele, Francesco Sollecito. «Mio figlio – ha detto – non sta bene. Ha seri problemi intestinali. Non sono causati dall’alimentazione ma secondo me dallo stress, da sindrome ansiosa e da problemi psicologici. La situazione di Raffaele, la sua lettera, mi fa tornare in mente il monologo di Tom Hanks in Castaway, quando lui, abbandonato su un’isola, è costretto a perdere qualsiasi comunicazione con la sua gente, qualsiasi contatto con il suo mondo. Una medicina di vita su quell'isola erano i suoi pensieri e soprattutto la speranza di riabbracciare quel mondo perduto che era la sua vita. Raffaele – ha concluso Francesco Sollecito – vuole tornare a vivere».
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