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In Puglia e Basilicata

Trani, risarcimento per  depuratore incompiuto

Trani, risarcimento per  depuratore incompiuto
di LUCIA DE MARI  
L’impianto di depurazione è stato anche sottoposto a sequestro: vi erano conferiti anche liquami privi di autorizzazione. Miasmi maleodoranti sono provocati dall’impianto, spesso soggetto a carichi eccessivi. Le proteste dei cittadini residenti nella zona

31 Maggio 2009

di LUCIA DE MARI 

Non solo il depuratore di Trani non è stato mai adeguato alle norme europee, ma lavorando in sovraccarico continua anche a produrre miasmi maleodoranti che si diffondono nella zona (pur periferica) provocando le proteste degli abitanti. E non è tutto: ora il Comune dovrà pagare 437.413 euro, oltre le spese legali e le competenze di funzionamento del collegio arbitrale che ha stabilito appunto il risarcimento in favore della Siam Sud srl, la società incaricata dei lavori di adeguamento alle norme europee, lavori iniziati nel 2003 e interrotti dal Comune nel 2005. La circostanza è denunciata dai Verdi in una interrogazione consiliare: «È l’ennesima beffa, che si ripercuoterà sulle tasche dei tranesi » dicono Michele Di Gre gorio e Franco Lauror a, sottolineando che «la decisione di un risarcimento in favore della Siam Sud srl è stato pronunciato il 27 ottobre 2008 e notificato al Comune di Trani il giorno 9 aprile scorso 2009 dal collegio arbitrale chiamato a decidere sulla controversia, che era stata instaurata dalla società in relazione al contratto firmato il 20 ottobre 2003. Il Collegio arbitrale ha dichiarato anche la risoluzione del contratto “per colpa e grave inadempimento” del Comune di Trani in conseguenza della prolungata sospensione dei lavori». 

In sostanza i lavori di adeguamento del depuratore cittadino furono affidati alla Siam Sub nel 2003, prevedendo la ultimazione in dodici mesi delle opere. Che probabilmente si protrassero, «ma in ogni caso – dicono Di Gregorio e Laurora - non sono mai stati ultimati poiché il 28 luglio 2005 il direttore dei lavori, nominato dal Comune, ne dispose la sospensione per una serie di controversie con l’Acquedotto. Ora il collegio arbitrale ha condannato il Comune poiché ha quest’ultimo ha sospeso i lavori senza poi adoperarsi per la risoluzione delle problematiche con l’Ac - quedotto pugliese per la ripresa e la conclusione degli stessi». «Il punto - commenta il segretario tranese dei Verdi, Enzo Cassanelli - è che gli arbitri hanno imputato al Comune di Trani non solo la sospensione illegittima dei lavori, per la inadeguatezza della progettazione, ma anche la durata eccessiva della sospensione, motivo per il quale la Siam ha chiesto il risarcimento dei danni e la risoluzione del contratto». Da qui la richiesta che l’amministrazione chiarisca pubblicamente, in Consiglio Comunale, in quale maniera intenda risolvere il problema. 

Per la cronaca: nell’aprile scorso il depuratore, di proprietà dell’Acquedotto pugliese, finì sotto sequestro ma con facoltà d’uso, provvedimento eseguito su iniziativa del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Bari insieme al comando di Trani: l’i m p i a n t o, oltre a smaltire i reflui che arrivavano dalla rete fognaria, trattava anche i liquami che arrivavano dalle autobotti, un tipo di smaltimento speciale per il quale occorre u n’autorizzazione di cui non era fornito.
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