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Un pugliese candidato alle Europee in Polonia

Un pugliese candidato alle Europee in Polonia
VARSAVIA - La Polonia, con i suoi 50 eurodeputati da eleggere (contro i 54 attuali) va al voto. Alle elezioni il 7 giugno si presentano 1.306 candidati di dieci partiti (306 donne). Tra i candidati anche un pugliese Carlo Paolicelli di Cerignola (Foggia), in Polonia da cinque anni

31 Maggio 2009

VARSAVIA - La Polonia, con i suoi 50 eurodeputati da eleggere (contro i 54 attuali), va al voto divisa tra l’euro-ottimismo del premier liberale Donald Tusk e l'euro-pessimismo del presidente conservatore Lech Kaczynski, e con un occhio attento alla battaglia per la carica del presidente del Parlamento europeo a Strasburgo, per la quale corre l’ex premier Jerzy Buzek. 

Desta interesse anche l’adesione dell’ex presidente e Nobel per la Pace Lech Walesa alla campagna elettorale della versione polacca del partito Libertas, fondato dall’euroscettico irlandese Declan Ganley. 

Alle elezioni il 7 giugno si presentano 1.306 candidati di dieci partiti (306 donne). C'è una soglia di sbarramento al 5%. Gli aventi diritto al voto sono 30,7 milioni e i seggi elettorali oltre 25.000, di cui 719 negli ospedali e 189 all’estero.
Secondo diversi sondaggi, il partito liberale PO di Tusk potrebbe arrivare al 40%-48% e diventare con oltre 20 eurodeputati un gruppo forte in seno al Partito popolare europeo. Al secondo posto nei sondaggi è dato il partito conservatore Pis dei gemelli Kaczynski (il presidente Lech e l'ex premier Jaroslaw) con il 17%-30% dei voti, mentre la sezione polacca di Libertas è indicata al 2%-3% dei voti, quindi al di sotto della soglia di sbarramento del 5%.
Questi ultimi due partiti apprezzano che il presidente non abbia ancora firmato il Trattato di Lisbona, nonostante la ratifica da parte del Sejm, e che voglia ritardare l’adesione della Polonia nell’eurozona. 

Il tema dominante della campagna è la crisi economica, ma si parla anche dei rapporti con la Germania. In questi giorni il capo dello stato ha accusato il governo di non fare abbastanza contro la recessione e di nascondere la verità sullo stato dell’economia. Per Tusk invece la Polonia si difende meglio di altri paesi e quello fra lui e Kaczynski è “uno scontro fra pessimismo e ottimismo”. 

Fra i due politici non si esclude il braccio di ferro nelle presidenziali dell’anno prossimo. I dati statistici danno per ora ragione a Tusk, che è anche abile nel sfruttare i media a favore della posizione governativa. 

Dopo la recente dichiarazione della Cdu/Csu tedesca a favore dei diritti di espulsi dai territori polacchi dopo la guerra nel 1945, il partito dei Kaczynski accusa quello di Tusk di non difendere la Polonia da queste rivendicazioni, che non sono però condivise dal governo di Berlino. 

Fra i candidati di Tusk c'è anche il figlio di Walesa, Jaroslaw, 32 anni, mentre per il Centrosinistra si candida Andrzej Wielowieyski, 81 anni, succeduto nell’attuale Europarlamento a Bronislaw Geremek, morto in un incidente stradale nel luglio scorso. 

Tra i candidati di altri parti in lizza da segnalare l'italiano Carlo Paolicelli di Cerignola (Foggia), in Polonia da cinque anni, nonchè un africano originario del Congo, Patrick Kibangou, da 29 anni in Polonia. 

Gli elettori sono stati invitati dai vescovi a votare solo i candidati che sostengano le posizioni della chiesa sull'aborto, l'eutanasia e la famiglia. 

Alla carica di presidente del parlamento europeo punta l’ex premier Jerzy Buzek, 69 anni, professore di chimica, che ha presieduto il governo di Solidarnosc fra il 1997 e il 2001. Nel 2004, poco dopo l’adesione della Polonia all’Ue, è diventato europarlamentare con il più alto numero di preferenze. L’ex premier è nato in Slesia da una famiglia protestante e ha una figlia attrice. 

Secondo il premier Donald Tusk, quella fra Buzek e Mario Mauro, il candidato italiano per la stessa carica nel Pe, sarà un’“amichevole concorrenza”. Il portavoce di Tusk ha respinto le voci secondo cui la Polonia potrebbe rinunciare a Buzek, accettando in cambio il sostegno italiano per la candidatura dell’altro ex premier, Wlodzimierz Cimoszewicz, a segretario generale del Consiglio d’Europa.
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