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In Puglia e Basilicata

Poca acqua in Puglia tra troppe regole e costi inadeguati

Poca acqua in Puglia tra troppe regole e costi inadeguati
Alla seconda giornata della conferenza europea H2Obiettivo 2000, che si è tenuta a Bari per iniziativa di Federutility in collaborazione con Aqp (Acquedotto pugliese) si è parlato proprio di «Nuovi approcci nella gestione dell’acqua». la tavola rotonda, coordinata dal direttore De Tomaso, ha seguito di poco l’inter - vento di Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, ma soprattutto noto divulgatore scientifico 
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30 Maggio 2009

di GIUSEPPE ARMENISE

BARI - Acqua, preziosissima acqua. Risorsa scarsa, anche se quest’anno, con la stagione particolarmente piovosa che si è avuta, sembrerebbe che la Puglia sitibonda possa tirare un sospiro di sollievo. Il dibattito in corso parrebbe dividere su fronti contrapposti chi perora e chi vuole invece esorcizzare la privatizzazione dell’acqua. «Ma forse - spiega Anna Maria Martuccelli, direttore generale dell’Anbi - si equivoca. Perché quando si parla di privatizzazione parliamo chiaramente della gestione del servizio attraverso il quale si fornisce l’acqua, non certo del bene acqua». 

Intanto, sull’acqua e sul suo indispensabile ruolo dall’inizio dei tempi, si continua a dibattere. Se è troppa crea problemi di dissesto, se è poca mette a rischio interi comparti economici che hanno a che vedere anche con la nostra sopravvivenza. E se se ne consuma troppa, occorre spingere sull’acceleratore del risparmio. Ma forse se ne consuma troppa anche perché, per paradosso (ma non troppo), l’acqua è «concessa» a un prezzo troppo basso. «Il prezzo, si sa - ha detto a questo proposito il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso - è un’informazione e ci dice quando la risorsa è scarsa e quando invece la disponibilità è abbondante». 

In sostanza, parrebbe logico aspettarsi che a sostanza scarsa corrisponda prezzo alto e viceversa. Come detto, invece, pare proprio che così non sia. Con la conseguenza che a Berlino, dove di acqua ce n’è in quantità, c’è un consumo d’acqua pro capite che è metà di quello pugliese. Alla seconda giornata della conferenza europea H2Obiettivo 2000, che si è tenuta a Bari per iniziativa di Federutility in collaborazione con Aqp (Acquedotto pugliese) si è parlato proprio di «Nuovi approcci nella gestione dell’acqua». la tavola rotonda, coordinata dal direttore De Tomaso, ha seguito di poco l’intervento di Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, ma soprattutto noto divulgatore scientifico attraverso trasmissioni televisive di successo come Gaia e ora La gaia scienza. Oltre a parlare di acqua, Tozzi è intervenuto sulla polemica del momento. «Ho sentito parlare di Ostuni - ha detto - come possibile zona in cui installare una centrale nucleare, e direi che siamo ormai alle scelte di carattere bizzarro. Certo, la Puglia è un territorio stabile, però non si può pensare al territorio senza il suo tessuto connettivo che è anche fatto di città d’arte che la gente va a vedere. Non credo che la gente andrebbe a vedere Ostuni con dietro le cupole della centrale nucleare». 

Tornando all’acqua (c’entra anche col nucleare perché ce ne vuole tantissima, in una regione come la Puglia che ne ha poca, per le operazioni di raffreddamento) Roberto Zocchi, di Acea, ha risposto ad una provocazione di De Tomaso, confermando che molti dei problemi connessi alla gestione dell’acqua è la presenza di una pletora di enti «con competenze incrociate e sovrapposte», che certo non aiutano a venire a capo del problema. Marcello Vernola, europarlamentare, ha ricordato la nuova direttiva dell’Unione europea che classifica le acque per standard di qualità e che la conferenza di Saragozza ha definito l’acqua «bene indispensabile per la sopravvivenza dell’umanità». Poi ha evidenziato come in Puglia, si sia vissuto il paradosso di un presidente di regione che si nomina commissario dell’Autori - tà d’ambito delle acque rivestendo contemporaneamente il ruolo di controllato e controllore. I lavori sono stati conclusi con l’intervento del presidente di Federutility, Roberto Bazzano.
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