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In Puglia e Basilicata

Rimborsi spese: indagati vertici Consiglio lucano

Rimborsi spese: indagati vertici Consiglio lucano
ROMA - Per aver percepito indebitamente, secondo l’accusa, rimborsi previsti per i consiglieri della Regione Basilicata non residenti a Potenza, il presidente del Consiglio regionale Prospero De Franchi (Federazione popolari di centro), i vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiello (Pdci) e il consigliere Francesco Mollica (Centro popolare) hanno subito il sequestro preventivo di alcune somme di denaro depositate sui rispettivi conti correnti bancari. I quattro sono indagati per truffa.

29 Maggio 2009

ROMA - Per aver percepito indebitamente, secondo l’accusa, rimborsi previsti per i consiglieri della Regione Basilicata non residenti a Potenza, il presidente del Consiglio regionale Prospero De Franchi (Federazione popolari di centro), i vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiello (Pdci) e il consigliere Francesco Mollica (Centro popolare) hanno subito il sequestro preventivo di alcune somme di denaro depositate sui rispettivi conti correnti bancari. I quattro sono indagati per truffa. 

I provvedimenti di sequestro – disposti dal gip di Potenza Rocco Pavese su richiesta del pubblico ministero Henry John Woodcock – sono stati eseguiti dalla squadra mobile della Questura di Potenza e dai carabinieri del comando tutela ambiente di Roma, in collaborazione con la polizia municipale del capoluogo lucano. Al presidente De Franchi sono stati sequestrati circa 37 mila euro, 24 mila a Mattia, 19 mila a Nardiello, 17 mila a Mollica. 

L'accusa sostiene che avrebbero falsamente attestato, con autocertificazione, di risiedere De Franchi a Corleto Perticara, Mattia a Tolve, Nardiello a Ruoti e Mollica ad Anzi (tutti paesi della provincia di Potenza), mentre dalle indagini è emerso che essi abitano stabilmente a Potenza e, pertanto, non avevano diritto ai rimborsi per spese di locomozione liquidati dalla Regione Basilicata in base ad una specifica legge regionale. 

L'effettiva residenza a Potenza dei quattro è stata valutata attraverso pedinamenti, controlli e testimonianze; ed, inoltre, documentalmente, attraverso informazioni raccolte presso i gestori telefonici e le società di luce e gas, e, infine, presso Sky, sulle forniture e sui luoghi di domiciliazione della fatture. 

Le indagini hanno avuto origine da una telefonata intercettata al consigliere regionale Rosa Mastrosimone (misto-Alleanza democratici di centro) in un altro procedimento penale, e dalle successive dichiarazioni fatte della stessa Mastrosimone agli inquirenti. Dall’attività investigativa è emerso, inoltre, che a fronte dei rimborsi erogati ai consiglieri per raggiungere Potenza, alcune automobili della Regione Basilicata, gravate di leasing, sono rimaste inutilizzate, con ulteriore danno per l’ente pubblico.

LA REPLICA

''Nessuno dei quattro consiglieri regionali chiamati in causa ha mai dichiarato il falso, essendosi essi limitati, all’atto dell’insediamento, a compilare un modulo in cui si richiedeva di dichiarare la propria residenza anagrafica". Lo ha detto, in una dichiarazione, il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Prospero De Franchi.

"Ho dato mandato al mio legale – ha annunciato il Presidente - di chiedere un urgente incontro con il magistrato inquirente, dal quale voglio essere ascoltato per fornire ogni utile chiarimento, così come si richiede a chi riveste cariche pubbliche". De Franchi ha aggiunto che "mai è stato esplicitamente richiesto alcun rimborso, avendo la struttura competente sempre applicato d’ufficio la normativa regionale, che prevede un rimborso per i consiglieri i quali hanno la propria residenza anagrafica in Comuni diversi dal capoluogo e non utilizzano le auto di servizio".

"La percezione di tale indennità – ha proseguito De Franchi - calcolata in termini forfetari ed in maniera analoga a quanto avviene per il Senato e per altre Regioni, è avvenuta sempre in perfetta buona fede, senza che mai i quattro consiglieri interessati abbiano negato di avere la propria abitazione a Potenza. L’attribuzione del rimborso spese, infatti – ha concluso – è stata sempre effettuata a prescindere dalla circostanza che il consigliere fosse in possesso di una abitazione a Potenza o utilizzasse abitazioni in fitto o dimorasse in albergo".

I CONSIGLIERI INDAGATI:

Sono ''sereni'' i consiglieri regionali della Basilicata indagati: "non abbiamo mai fatto – hanno ribadito – false dichiarazioni sulla nostra residenza".

Il vicepresidente del Consiglio Giacomo Nardiello (Pdci) ha detto che "l'inchiesta della magistratura e il conseguente provvedimento giudiziario mi trovano sereno perchè la mia residenza 'storicà (da non confondere con il domicilio) è quella di Ruoti (Potenza) dove ho casa e dove sono spesso per la mia attività politica ed istituzionale. Pertanto non ho nulla da giustificare, tanto più in tema di moralità ".


L'altro vicepresidente indagato, Franco Mattia (Pdl), ha aggiunto che "noi abbiamo dichiarato la verità sui rimborsi e sui comuni di residenza, compilando degli appositi modelli. Io, ad esempio, sono residente a Tolve (Potenza) dalla nascita".

Per il consigliere Francesco Mollica (Centro popolare), "le accuse sono infondate e forvianti rispetto a quello che prevede la norma. Io sono residente ad Anzi (Potenza) ormai da più di 30 anni. Dispiace per la tempistica dei provvedimenti, in un momento elettorale, ma – ha concluso Mollica – io non ho mai dichiarato il falso sulla mia residenza".

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