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In Puglia e Basilicata

«A Taranto la crisi non è solo Ilva (11 mila in Cig)»

«A Taranto la crisi non è solo Ilva (11 mila in Cig)»
TARANTO - Oltre all'Ilva, che ha gia' collocato in Cassa integrazione ordinaria 6.658 lavoratori su circa 12.000 dipendenti, sono 80 le aziende metalmeccaniche di Taranto che a causa della crisi stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali. Di queste, 45 operano od operavano nell’appalto Ilva, 15 operano od operavano nell’indotto dell’azienda siderurgica e 25 operano od operavano in altri settori, come produzioni di gru, riparazioni navali, riparazioni di autoveicoli, costruzioni di moduli off-shore, produzioni di centraline, di lampade Led e piccole fonderie. 

29 Maggio 2009

TARANTO - Oltre all'Ilva, che ha gia' collocato in Cassa integrazione ordinaria 6.658 lavoratori su circa 12.000 dipendenti, sono 80 le aziende metalmeccaniche di Taranto che a causa della crisi stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali. Di queste, 45 operano od operavano nell’appalto Ilva, 15 operano od operavano nell’indotto dell’azienda siderurgica e 25 operano od operavano in altri settori, come produzioni di gru, riparazioni navali, riparazioni di autoveicoli, costruzioni di moduli off-shore, produzioni di centraline, di lampade Led e piccole fonderie. 

L’organico delle 80 aziende è di circa 4.500 dipendenti, la metà dei quali con contratto a termine. A fotografare la situazione è la Fim-Cisl di Taranto, che auspica un incontro chiarificatore con l’Inps per definire i criteri di approvazione della cassa integrazione. 

“Alle aziende già in sofferenza economica – osserva il sindacato – l'Inps chiede documenti senza i quali non procede alla concessione del trattamento cig. La situazione sta precipitando e le condizioni economiche delle aziende che non sono più in grado di anticipare il trattamento economico di Cig ai dipendenti sta comportando la decisione di passare ai licenziamenti”.

La Fim-Cisl sollecita inoltre l'applicazione di nuovi ammortizzatori sociali e ricorda che il 27 aprile scorso è stato sottoscritto tra Regione Puglia e parti sociali l’accordo che prevede la Cassa integrazione straordinaria in deroga, la mobilità in deroga e altri strumenti di sostegno al reddito per coloro che non ne hanno diritto (apprendisti, contratti a termine, lavoratori ex interinali, dipendenti di aziende artigiane). 

Ad oggi – conclude la Fim Cisl – l'Inps non sa ancora come applicare questo accordo e mancano le disposizioni operative e i lavoratori vanno a casa senza nessuna tutela e/o sostegno al reddito”.
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