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In Puglia e Basilicata

Pugliesi in Venezuela scippati dal governo Raccontaci la tua storia

Pugliesi in Venezuela scippati dal governo Raccontaci la tua storia
Da Molfetta grido d’allarme per gli imprenditori pugliesi che operano in Venezuela. Operavano, per meglio dire. «Da un giorno all’altro - scrive in una lettera Vito Tridente Sgherza, titolare di un’azienda petrolifera - è scattato l’esproprio, armi in pugno». Cinque imprese pugliesi saranno chiuse.

29 Maggio 2009

di Lucrezia D’Ambrosio

MOLFETTA -  Non è un momento felice per tanti pugliesi emigrati in Sud America. E così sarà in chiaroscuro la cerimonia inaugurale per l’associazione «Molfettesi nel Mondo» che, domani, dopo ventotto anni, cambierà sede, spostandosi in via Ricasoli.

Le notizie preoccupanti che giungono dal Venezuela gettano un’ombra su una giornata di festa. La cerimonia diventerà l’occasione per riflettere e per decidere il da farsi, così come è accaduto qualche anno fa per i fratelli di Argentina.

Per l’occasione, in sede, a partire dalle 20, ci saranno i componenti del direttivo Franco Pappagallo, Marco Vito De Virgilio, Teodoro Ragno, Antonio Caputo, Benito Cimillo, Luigi Angione. Vincenzo Mongelli, Giovanni Vicentini, Cosimo Bufi, Tommaso De Palma, Mauro Cardillo, Luigi Bisceglie. Molti di loro, da qualche anno, si sono lasciati alle spalle una vita da emigranti.


Tra bandiere e inni nazionali, ciascuno dei componenti dell’associazione si sente cittadino di almeno due nazioni, e quindi tutti proveranno a fare festa. Ma quelle notizie che arrivano dal Venezuela, dalla zona di Maracaibo, lasciano davvero l’amaro in bocca. Solo qualche giorno fa è arrivato l’appello, accorato, di Vito Tridente Sgherza, molfettese, proprietario di un’azienda che opera nel settore petrolifero, ora espropriata dal governo Chavez.


«La mia azienda - scrive Tridente Sgherza, titolare della Trimarca - è stata fondata nel 1964 ed è costata sudore, lacrime e sangue. Adesso è stata espropriata. Il presidente nei suoi discorsi dice che il capitalista è un animale che deve scomparire dalla terra. 

Dopo un discorso del presidente, si è promulgata una legge per l’espropriazione delle ditte legate al settore petrolifero. Per adesso - continua Tridente - sono 39 aziende: di queste quattro sono di molfettesi e una di un barese. Ma ci sono anche altri italiani colpiti dal provvedimento. L’8 maggio sono entrati nelle nostre aziende e, possiamo dirlo, col fucile in mano ci hanno fatto abbandonare le nostre proprietà, dove non possiamo più entrare. La nostra preoccupazione è che non pagheranno il giusto prezzo per le nostre ditte, vista la situazione difficile, e aggiungo che ci hanno fatto lavorare sei mesi senza darci un soldo, e si dice che vogliono un ribasso del 40%. Abbiamo lavorato perché chi si ferma è considerato terrorista, contro-rivoluzionario. Mai vista una situazione cosi. Tutti noi - conclude - siamo lavoratori, immigrati e figli di gente che ha lavorato onestamente. Il console italiano a Maracaibo sta informando l’ambasciata di Caracas...».


Nel frattempo Vito Tridente è a Molfetta e ai molfettesi chiede aiuto. E domani, a margine della cerimonia inaugurale della nuova sede, nella quale è prevista anche la partecipazione del sindaco, il senatore Antonio Azzollini, e di monsignor Giuseppe de Candia, direttore regionale Migrantes e presidente dell’Ucemi Puglia, si parlerà di Venezuela, di Maracaibo.


Anche perché ai vertici dell’associazione c'è Franco Pappagallo, che lì ha parenti a rischio, e tra i fondatori dell’associazione c'è Marco Vito De Virgilio, che lì ha vissuto fino all’età della pensione, che lì ha lasciato nipoti e figli.

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