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In Puglia e Basilicata

In viaggio i baresi scialano meno spese per gli stranieri

In viaggio i baresi scialano meno spese per gli stranieri
Da un Rapporto Bankitaliasi calcola un deficit di 123 milioni. I baresi spendono il doppio degli stranieri nei viaggi. Il saldo negativo porta in passivo anche la Puglia. Aumentano i turisti in visita nell’hinterland ma diminuisce il loro potere di spesa. Dati non positivi anche per il 2009
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28 Maggio 2009

di NICOLA PEPE 

Gli stranieri? Quando vengono a Bari spendono meno soldi di Brindisi, Lecce, Foggia. I baresi? Sono più spendaccioni dei loro «colleghi» stranieri quando viaggiano all’estero. Risultato: un saldo negativo nel Barese di 123 milioni di euro. I dati diffusi dall’ufficio cambi della Banca d’Italia sul turismo internazionale fotografano una situazione non dI «redditività» in provincia di Bari. 
Se il flusso di turisti oltre confine registra sensibili aumenti, quel che stupisce è la incapacità del territorio a saper stimolare spese. Va precisato che il «saldo» della spesa sul turismo internazionale è rappresentato dalla differenza tra la ricchezza importata e quella esportata: nel nostro caso - ci riferiamo alla provincia di Bari - il saldo, come già detto, è negativo di 123 milioni di euro. Cioè, i baresi lasciano più soldi all’estero di quanti ne «depositano» i turisti stranieri quando sono in visita dalle nostre parti. 

Nonostante un costante aumento dei turisti stranieri, tuttavia quel che «resta» nel nostro territorio è sempre inferiore a quanto noi lasciamo andando all’estero. Se si considerano i dati relativi al 2008, si scopre che i 540mila stranieri in visita nella nostra provincia hanno speso 222 milioni di euro con una media pro capite di 411 euro; di contro, i 494mila baresi che sono andati all’estero (le mete preferite restano Francia, Spagna, Stati Uniti e Grecia) hanno speso 350 milioni di euro con una media procapite di 698 euro. Se si guardano i primi due mesi di quest’anno, i dati allargano ulteriormente la forbice della spesa tra le due tipologie di «turisti»: la spesa media degli stranieri (il cui numero paradossalmente è cresciuto) è scesa a 375 euro rispetto ai 500 dello stesso periodo dello scorso anno. Lo stesso non dicasi per i baresi: nel primo bimestre di quest’anno hanno registrato una spesa media pro capite di oltre mille euro rispetto ai 700 euro dello stesso periodo del 2008. 

Come spiegare tale andamento? Le risposte potrebbero essere diverse, eppure la nostra città è porto di approdo per centinaia di migliaia di turisti che arriveranno con il circuito delle crociere. Insomma, abbiamo il pane (i turisti) ma non i denti (il modo per farli spendere). Andando più a sud, invece, le cose cambiano. Se si osservano i dati relativi alle province di Lecce e Brindisi, il trend cambia: un leccese che va all’estero spende mediamente 500 euro, «scucendone» 577 a uno straniero che sbarca nell’hinterland del capoluogo salentino. 

Cosa impedisce agli stranieri di lasciare più soldi in provincia di Bari? A giudicare dai dati degli ultimi quattro anni , la spesa degli stranieri è stata sempre «contenuta», fatta eccezione per un «picco» del 2006 in cui la spesa pro capite (il dato è ottenuto dividendo la spesa totale per il numero di turisti stranieri registrati) ha toccato quota 538 euro. Dagli anni successivi, invece, è andata nuovamente giù. Insomma, quella che si legge è piuttosto una crisi strutturale che un andamento condizionato da indicatori del momento: il problema, forse è, è da ricercare nell’assenza di idonee politiche del turismo inserite in un sistema che consenta di equilibrare i conti facendo «fruttare» quei dati - più volte sbandierati - di aumenti di turisti stranieri. A che serve avere più gente se poi lasciano pochi soldi, o meglio meno di quanti ne lasciano i baresi andando all’estero? Interrogativi ancora in attesa di risposta. 

L’unica certezza è che tali dati - probabilmente meritevoli di approfondimenti da parte degli addetti ai lavori - dovrebbero indurre a una riflessione ripensando ad esempio a talune azione di marketing territoriale che coinvolga più parti. Certo, Bari non ha l’ambizione di diventare come Rimini (circa 700mila turisti stranieri con una spesa pro capite di 665 euro e saldo attivo di oltre 300 milioni di euro), ma certamente può pretendere di competere con altre realtà territoriali della Puglia. Il dato negativo di Bari ha influito sul saldo complessivo del turismo internazionale della regione Puglia che ha chiuso il 2008 con un passivo di 66 milioni di euro.
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