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In Puglia e Basilicata

Droga Italia-Albania: 25  arresti. Pure un avvocato

Droga Italia-Albania: 25  arresti. Pure un avvocato
BARI – In una operazione compiuta dal centro di Bari della Direzione investigativa antimafia (Dia) è stata smantellata – secondo gli investigatori – una presunta organizzazione italo-albanese specializzata nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Con la collaborazione del personale dei centri Dia di Firenze, Napoli e Lecce sono stati eseguiti 25 arresti in varie parti d’Italia

28 Maggio 2009

BARI – In una operazione compiuta dal centro di Bari della Direzione investigativa antimafia (Dia) è stata smantellata – secondo gli investigatori – una presunta organizzazione italo-albanese specializzata nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Con la collaborazione del personale dei centri Dia di Firenze, Napoli e Lecce sono stati eseguiti 25 arresti in varie parti d’Italia: 17 gli italiani destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip del tribunale di Bari Sergio di Paola; otto gli albanesi. 

Ingenti le quantità di droga sequestrate dagli investigatori in circa otto mesi di indagini: 23 chilogrammi di eroina vennero bloccati e sequestrati il 5 settembre 2008 nelle vicinanze del porto di Bari proprio mentre quattro cittadini albanesi erano intenti al trasbordo dello stupefacente nascosto nella ruota di scorta di un fuoristrada appena giunto da Durazzo. L’eroina era stato prelevata in Grecia da due corrieri albanesi che avevano raggiunto Durazzo per imbarcarsi alla volta di Bari. Nel capoluogo pugliese la droga doveva essere affidata a due connazionali pronti per l’ulteriore viaggio verso le coste romagnola e salentina.

Gli investigatori del centro barese della Dia ritengono di aver ricostruito l’intero organigramma  del gruppo criminale albanese, accertando, tra l’altro, che i  vertici erano in grado di approvvigionarsi di eroina  direttamente in Afghanistan. La droga poi veniva trasportata  lungo la tratta Turchia, Grecia e Albania dove, dopo una fase di  lavorazione, veniva smistata per l’Europa. L'organizzazione – ritiene la Dia – era in grado di gestire  agevolmente i guadagni del narcotraffico trasferendo grosse  somme di denaro contante dall’Italia in Albania (è stato  accertato il trasferimento di oltre 500.000 euro) grazie alla  collaborazione di cittadini albanesi in transito sul territorio  nazionale e diretti in patria. 
Albanesi residenti a Lecce, Perugia e Ancona provvedevano a  smistare eroina in grande quantità: in Umbria i trafficanti  usavano tra loro un linguaggio gergale per mascherare gli affari  e – secondo gli investigatori – quando si riferivano ai  quantitativi di eroina parlavano di metri cubi di ponteggi per  impalcature. Tra gli arrestati figura anche un avvocato penalista leccese,  Giuseppe Martino, accusato di aver favorito un componente del  gruppo criminale, Giese Uwe Rodger, a sottrarsi alla cattura  disposta con un provvedimento emesso dalla magistratura di Lecce  per altri reati.
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