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In Puglia e Basilicata

Scarcerazione boss baresi, il Csm archivia

Scarcerazione boss baresi, il Csm archivia
Il Csm chiude con l’archiviazione ma con il contestuale invio degli atti ai titolari dell’azione disciplinare, e cioè al ministro della Giustizia Angelino Alfano e al Pg della Cassazione Vitaliano Esposito, il caso delle scarcerazioni di 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga, dovute al ritardo di 9 mesi del deposito delle motivazioni della sentenza di condanna nei confronti di 150 imputati da parte dell’allora gup di Bari Rosa Anna Depalo, oggi alla guida del tribunale per i minorenni del capoluogo puglies

27 Maggio 2009

ROMA – Il Csm chiude con l’archiviazione ma con il contestuale invio degli atti ai titolari dell’azione disciplinare, e cioè al ministro della Giustizia Angelino Alfano e al Pg della Cassazione Vitaliano Esposito, il caso delle scarcerazioni di 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga, dovute al ritardo di 9 mesi del deposito delle motivazioni della sentenza di condanna nei confronti di 150 imputati da parte dell’allora gup di Bari Rosa Anna Depalo, oggi alla guida del tribunale per i minorenni del capoluogo pugliese. 

Saranno Alfano ed Esposito, che ne hanno la competenza, a stabilire se vi sono «eventuali responsabilità disciplinari», dovute al «possibile ritardo ingiustificato delle motivazioni». Ma Palazzo dei marescialli non rinuncia a dire la sua e nella delibera approvata oggi con 15 voti a favore, 4 contrari e 4 astensioni (tra cui quella del Pg della Cassazione Vitaliano Esposito) punta l’indice sul «deficit organizzativo dell’ufficio» in cui lavorava il magistrato, visto che dal febbraio 2008 , termine ultimo per il deposito della motivazione e sino al febbraio 2009, quando Depalo ha preso servizio al tribunale per i minorenni di Bari e ha comunicato che non aveva provveduto, «nessuno ha monitorato la situazione di ritardo nel deposito»; un «dato allarmante» il cui il risultato è stato che «in tutto quel periodo non vi sono stati nei confronti del giudice Depalo, impegnata nella stesura di una motivazione che riguardava 160 persone, nè atti di sollecitazione, nè provvedimenti di sgravio totali o parziali da altre assegnazioni, che in qualche modo potessero far fronte alla emergenza processuale che si stava consumando». 

Il Csm dà peraltro conto della situazione di «sofferenza» della sezione del tribunale di Bari in cui lavorava De Palo (“solo 6 magistrati» nell’ufficio gup e nel 2008 1088 fascicoli sopravvenuti relativi a richieste di rinvio a giudizio). Ma evidenzia la «necessità che in tutti gli uffici giudiziari siano approntati sistemi di controllo sul rispetto dei termini di deposito delle motivazione delle sentenze (soprattutto laddove vi sono rischi di prescrizione e scarcerazione)». In modo tale da consentire ai capi degli uffici «di modulare le risorse umane a disposizione» , così da «ottimizzare il lavoro giudiziario».
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