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In Puglia e Basilicata

Acqua, 3 giorni di studi a Bari «15% italiani non ha le fogne»

Acqua, 3 giorni di studi a Bari «15% italiani non ha le fogne»
«Il servizio di acquedotto copre il 95,9% della popolazione (con una rete totale di 337.452 km), per il servizio di fognatura si copre l’84,7% (con una rete totale di 164.473 km) e per il servizio di depurazione si arriva al 70,4%. In pratica al 15% dei cittadini mancano le fognature e a quasi il 30% i depuratori». E' la fotografia delle infrastrutture, scattata dal «Blue Book», edizione 2009, la pubblicazione presentata oggi a Bari nel corso di un convegno (da oggi e sino al 30 maggio)

27 Maggio 2009

BARI - «Il servizio di acquedotto copre il 95,9% della popolazione (con una rete totale di 337.452 km), per il servizio di fognatura si copre l’84,7% (con una rete totale di 164.473 km) e per il servizio di depurazione si arriva al 70,4%. In pratica al 15% dei cittadini mancano le fognature e a quasi il 30% i depuratori». E' la fotografia delle infrastrutture, scattata dal «Blue Book», edizione 2009. La pubblicazione - realizzata da Utilitatis in collaborazione con l’Associazione nazionale delle Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale del servizio idrico (Anea) - propone un ampio esame delle variabili quantitative che descrivono i principali aspetti tecnici ed economici del servizio idrico integrato in Italia, ed è stata presentata oggi a Bari giacché il capoluogo pugliese (da oggi e sino al 30 maggio), è la capitale internazionale dell’acqua. 

Studiosi, esperti, gestori della risorsa, rappresentanti di istituzioni provenienti da tutto il mondo hanno così preso parte oggi, nella sede dell’Acquedotto Pugliese, al primo dei tre eventi relativi alla gestione delle risorse idriche organizzati da Federutility, International Water Association ed il centro di ricerca Utilitatis. 

Il Blue Book spiega che «gli interventi sono costosi e necessari, anche perchè la Commissione Europea non sarà tenera con il nostro Paese. Molti progetti sono già esistenti e cantierabili, ma l’instabilità normativa che riguarda tutto il settore dei servizi pubblici locali ed in particolare l’acqua, rende difficile l’avvio delle opere ed il reperimento delle risorse finanziarie». In tal senso, «il fabbisogno nazionale di investimenti, con riferimento ad un periodo di 30 anni, è di 60,52 miliardi di Euro (2,02 miliardi medi all’anno). Di questi il 49,7% sarebbero diretti al comparto acquedottistico (sia per nuove reti ed impianti che per manutenzione) mentre il 48,3% alla fognatura e depurazione». 

Rispetto all’affidamento al gestore pubblico o privato il Blue Book individua una situazione di stallo degli affidamenti del servizio idrico integrato, rispetto agli anni precedenti. Nell’ultimo anno, in particolare, è stato effettuato un solo affidamento in più, quello di Cremona. L'indagine, aggiornata ad aprile 2009, «evidenzia 68 affidamenti (corrispondenti ad una popolazione di 45.140.452 abitanti), uno solo in più rispetto all’anno passato. La maggior parte di questi è stato effettuato a società in house (31), seguono gli affidamenti a società quotate nei mercati regolamentati (13) e quelli a società a capitale misto pubblico privato (12), mentre una percentuale più bassa ha scelto affidamenti transitori/plurigestione/in salvaguardia (6) e soltanto 6 sono gli affidamenti in concessione a società di capitali.

I restanti 23 ATO che non hanno affidato il servizio ai sensi dell’art. 150 del Codice Ambiente sono collocati principalmente al Nord (13) ed al Sud (8). Secondo Blue Book, il dato veramente rilevante è sulla capacità gestionale: «le gestioni 'in housè investono meno in quanto incontrano maggiori problemi nel reperire finanziamenti. Investimenti e finanziamenti sono più frequenti nelle società miste, che però compensano con un livello di tariffe leggermente più elevato. A dimostrarlo con le cifre è la sezione del Blue Book che ha analizzato i Piani «in sede di revisione». In pratica, a tre anni dalla presentazione dei Piani, tutte le gestioni "in house" «hanno dovuto apportare forti modifiche alle previsioni di investimento, correggendo al ribasso ammortamenti (- 63%) e remunerazione del capitale (- 54%). Nelle Spa miste pubblico-privato e, presumibilmente, nelle aziende quotate in Borsa, gli aggiustamenti sono stati invece molto minori (-13% e -20%, rispettivamente), segno che la pianificazione industriale è più scientifica e controllata. 

Nelle tariffe, invece, il discorso si inverte: rispetto a quanto previsto, le Spa hanno dovuto aggiustare il tiro, aumentando le tariffe che avevano pianificato (+12%), mentre le gestioni «in house» hanno mantenuto praticamente il dato delle previsioni (solo +1%)».

DOMANI "ACQUA E MEDITERRANEO"
Domani si terrà invece la XVI edizione della conferenza europea H2Obiettivo2000 dal tema "Sostenibilità ambientale e servizio idrico nel bacino del Mediterraneo". Un evento al quale parteciperanno studiosi, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni di diversi Paesi del Mediterraneo. Sempre domani il ricercatore del Cnr e conduttore televisivo, Mario Tozzi, terrà una conferenza pubblica sul tema "Un pianeta a secco. Dall’idea dell’acqua agli sprechi quotidiani". Il terzo evento è rappresentato dalla Iwa Speciality Conference 2nd International Symposium "Water and Wastewter Technologies in Ancient Civilization". Un convegno che sarà incentrato sui temi dell’archeologia industriale nel settore dell’approvvigionamento idrico.
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