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In Puglia e Basilicata

La piaga dei ladri d'acqua nelle campagne foggiane

La piaga dei ladri d'acqua nelle campagne foggiane
Circa il 30% dell’acqua erogata dal Consorzio della Capitanata non viene pagata. Allevatori, agricoltori, cittadini comuni, l’identikit dello scroccone ha il volto del vicino di casa come del placido contadino. L’Aqp ha annunciato che la caccia agli allacci abusivi non si fermerà alla rete illegale scoperta fra Carpino e Vieste
• IL COMMENTO di Massimo Levantaci

27 Maggio 2009

FOGGIA - I ladri d’acqua sono una specie molto diffusa tra gli allevatori e gli agricoltori di Capitanata. Ne sanno qualcosa i responsabili dei due consorzi di bonifica, che ogni anno ingaggiano con questi signori vere e proprie guerre fra appostamenti, blitz, denunce ai carabinieri qualcuna sfociata in arresto. Ora dopo l’azione di forza dell’Acquedotto pugliese - che ha deciso di smantellare una rete abusiva sul Gargano lunga 32 chilometri - si comincia a prendere coscienza di una piaga sociale per l’immagine di una provincia che vive soprattutto di agricoltura. Tanto più che la questione è ben nota da decenni, ma finora veniva rimossa quasi come non se ne dovesse parlare. «Dovrò usare la forza», dice proprio così il presidente del consorsio di bonifica montana del Gargano quando, a giorni, le case di San Salvatore (nei pressi di Manfredonia) saranno allacciate al nuovo acquedotto rurale. 

«Abbiamo saputo - spiega Giancarlo Frattarolo - che qualcuno si è allacciato alla rete in modo abusivo. Così l’altro giorno ho riunito i circa 200 utenti e li ho invitati a smantellare gli allacci abusivi se non vogliono che sia il consorzio a farlo insieme alle forze dell’ordine. Saremo durissimi, così li ho minacciati, devono capire che l’acqua è un costo per chi la utilizza. E invece sul Gargano c’è ancora qualcuno che crede sia un diritto divino». 
Allevatori, agricoltori e cittadini comuni, l’identikit dello scroccone ha il volto del vicino di casa come del placido agricoltore che coltiva produzioni di pregio e intasca i contributi dell’Unione europea. «Va detto che il fenomeno è in diminuzione - spiega Giuseppe D’Arcangelo, direttore generale del consorzio di bonifica della Capitanata - anche se noi ogni anno sappiamo che in media il 20-30% dell’acqua erogata non verrà pagata. Ma ci stiamo attrezzando per contrastare i furbi, la tecnologia in questo ci viene in aiuto. Da quando abbiamo introdotto l'erogatore elettronico, la bocchetta distribuisce l’acqua fino all'esaurimento della dotazione. E poi cerchiamo di tenere sotto controllo il territorio (150mila ettari di superficie irrigua: ndr) che abbiamo suddiviso in 14 centri d'irrigazione: in pratica c’è un nostro addetto ogni 10mila ettari».

L’Acquedotto pugliese ha annunciato che la caccia agli allacci abusivi non si fermerà alla rete illegale scoperta fra Carpino e Vieste. Ma il direttore del consorzio di Capitanata mette in guardia dalle apparenze: «Molto spesso - spiega - i furti d’acqua avvengono in presenza di tubi interrati. Per chi conosce bene la morfologia del territorio e la disposizione delle condotte, è un gioco da ragazzi scavare, infilare un tubo e prelevare l’acqua senza che nessuno se ne accorga. Siamo stati ingannati anche noi da questo tipo di pratiche truffaldine. Sa come ce ne siamo accorti? Notando un terreno coltivato nelle vicinanze e verificando che il fondo non corrispondeva ad alcun contratto per la fornitura irrigua. Il proprietario del fondo allora si è difeso sostenendo di prendere l’acqua dal pozzo, ma nel 90% dei casi il pozzo risulta già esaurito. Insomma - aggiunge D’Arcangelo - si ricorre a qualsiasi stratagemma pur di non pagare l’acqua per l’ir rigazione dei campi». Ma il progresso, per fortuna, non si ferma. Tra dieci mesi entrerà in funzione un altro acquedotto rurale finanziato dal consorzio di bonifica montana, dalla stazione di Rignano fino a Le Matine, sotto San Giovanni. «E lì sicuramente ne vedremo delle belle - commenta Frattarolo - perchè nessuno vuol pagare. Eppure sono opere essenziali per migliorare il tenore di vita delle popolazioni: possibile che non lo capiscano?». [m.lev.]
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