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In Puglia e Basilicata

Ugento: «La discarica di Burgesi non chiude? Si rispettino i patti»

Ugento: «La discarica di Burgesi non chiude? Si rispettino i patti»
lI nuovi impianti di Ugento per lo smaltimento dei rifiuti non saranno pronti per la fine di giugno. E la Provincia di Lecce torna a suonare il campanello d’allarme. Il presidente della Provincia chiama in causa Vendola «È grave se i nuovi impianti non saranno pronti a giugno»

27 Maggio 2009

lI nuovi impianti di Ugento per lo smaltimento dei rifiuti non saranno pronti per la fine di giugno. E la Provincia di Lecce torna a suonare il campanello d’allarme, anche alla luce delle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio, che avrebbe ventilato la possibilità di una ulteriore proroga del funzionamento della vecchia discarica di Burgesi. Questo, però, significherebbe un venir meno agli impegni assunti dalla Provincia, che in gennaio aveva autorizzato una proroga temporanea, fino a tutto giugno, solo per i comuni dell’Ato Lecce 3. A scendere sul terreno della polemica è lo stesso presidente Giovanni Pellegrino, che si dice «interdetto e fortemente preoccupato dalle dichiarazioni dell’assessore Losappio, ascoltate stamane in televisione. Secondo Losappio - rileva il presidente - il rifiuto tal quale dell’Ato Le/3 dovrebbe continuare ad affluire, anche dopo il 30 giugno, nella discarica Burgesi, perché nella stessa vi sarebbero ancora volumi disponibili. Rammento a me stesso - prosegue - che la discarica Burgesi è autorizzata a ricevere, in deroga alla normativa di settore rifiuti, solo sino al 30 giugno per effetto della mia ordinanza del 30 gennaio 2009». 

Pellegrino rammenta che quella ordinanza fu adottata nell’esercizio di poteri contingibili ed urgenti in un momento i cui i poteri di Vendola come commissario delegato all’emergenza rifiuti non erano stati ancora prorogati dal Governo nazionale e presuppone un accordo che fu raggiunto in Prefettura tra le istituzioni interessate e rappresentanti dei cittadini di Ugento. Per il presidente si tratta di «un impegno d’ono - re che va rispettato, perché non può essere unilateralmente e disinvoltamente disdettato». 

Peraltro, rammenta Pellegrino, «di quel patto faceva parte l’assicurazione della società Progetto Ambiente, che, entro il 30 giugno, sarebbe entrato in funzione quanto meno l’impianto di biostabilizzazione che ha in fase di realizzazione in Ugento quale concessionaria del servizio». Il presidente, dunque, chiede al commissario Vendola «di assumere interamente su di sé la responsabilità che gli deriva da un compito non delegabile», invitando anche il prefetto a convocare con urgenza un tavolo che affronti il problema. 

«All’assessore Losappio - continua Pellegrino - chiedo invece di spiegare le ragioni della sua accettazione dei cronoprogrammi della società Progetto Ambiente, che in quanto concessionaria e non semplice appaltatrice, è delegataria di pubbliche funzioni e come tale avrebbe dovuto farsi carico del pubblico interesse ad una più sollecita esecuzione ed entrata in esercizio degli impianti, che ha il compito di realizzare e gestire». In proposito è da rilevare che tanto Pellegrino, quanto l’asessore provinciale all’Ambiente, Gianni Scognamillo, il 15 maggio scorso avevano espresso in una nota diretta alla società «netta contrarietà all’ipotesi di ultimazione delle nuove opere per il 30 settembre 2009», una scadenza che la stessa ditta aveva pochi giorni prima indicato nel cronoprogramma dei lavori. 
Il dissenso della Provincia era stato espresso anche alla luce dei riscontri sullo stato d’avanzamento dei lavori. «Nei sopralluoghi - ha specificato Scognamillo - era stato constatato il completamento delle opere civili riguardanti il biostabilizzatore ed erano state fornite dalla ditta le più ampie rassicurazioni in merito alla circostanza che le apparecchiature dell’impianto erano già nella disponibilità dell’azienda e pronte per essere montate». Da qui, il richiamo della Provincia al rispetto degli impegni assunti ed alla «immediata revisione del cronoprogramma».
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