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In Puglia e Basilicata

Teatro Margherita di Bari 12 le imprese interessate al progetto da 20 milioni

Teatro Margherita di Bari 12 le imprese interessate al progetto da 20 milioni
di NICOLA PEPE
Campo libero per le idee sulla futura gestione dell’immobile posto a chiusura di Corso Vittorio Emanuele. «Nessuna limitazione, ma rispetto monumentale e architettonico». I privati che completeranno i lavori dovranno garantire la polifunzionalità dell'ex teatro di varietà. La Soprintendenza: una dozzina di richieste per l’appalto in concessione
• La storia dell'ex teatro di varietà

27 Maggio 2009

di NICOLA PEPE

BARI - Nelle parole del Sovrintendente regionale ai Beni culturali, Ruggiero Martines, c’è un pizzico di ottimismo. Sono almeno una dozzina le imprese pugliesi che hanno richiesto chiarimenti sulla gara in project financing che scade il prossimo 6 luglio. Oggetto del bando, ricordiamo, è il completamento dei lavori di ristrutturazione del teatro (costo circa 20 milioni di euro) da parte di un privato che in cambio otterrà una concessione del bene per 30 anni. E tra i gruppi privati baresi interessati potrebbe esserci quello facente capo ad Emanuele De Gennaro (patron del «Baricentro » e rettore della «Lum») che ieri, a margine di una conferenza sulla presentazione di una iniziativa di arte contemporanea sponsorizzata dall’università privata, ha liquidato alcune domande con un «vedremo», specificando che «si tratta di una sfida impegnativa». 
teatro Margherita a Bari
La vicenda Margherita - il teatro è chiuso ormai da circa 29 anni - si snoda adesso attorno alla sua destinazione. Ed è proprio questo l’oggetto di numerosi chiarimenti richieste dalle imprese: sul punto, infatti - volutamente - il bando non è preciso. Ed è lo stesso Martines a spiegare come lo sviluppo del futuro Margherita passi necessariamente da unprogetto che lo collochi come un «luogo aperto» al quale fare riferimento, rilanciando quel ruolo da cerniera tra la Bari mdoerna del rione Murat e quella antica. Per tale ragione, ha chiarito Martines, non sono stati posti vincoli alla destinazione d’uso dei locali «fermo restando i vincoli monumentali e architettonici». 

Cosa vuol dire? Che al di là del foyer e della sala «ci sono centinaia di metri quadrati al piano superiore - spiega l’arch. Martines - che possono essere sfruttati in diversi modi»’ Un bistrot, un ristorante e tutto ciò sia utile a trasformare l’im - mobile in un’a gorà». Insomma, campo libero a idee chiare e soprattutto convenienti. «L’importante è fare in modo che questo posto sia vivo 360 giorni all’anno» ha ribadito l’arc. Martines. Tra le varie imprese interessate al project financing potrebbe esserci quella facente capo a Lello De Gennaro. «Noi siamo già impegnati come Lum in una sfida sul finanziamento di project per l’ar te contemporanea. Il Margherita è una sfida più impegnativa, occorre fare un po’ di conti. Vedremo». 
A buon intenditor, poche parole.

• La storia dell'ex teatro di varietà
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