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In Puglia e Basilicata

«Sanità vietata ai barboni a Bari»

«Sanità vietata ai barboni a Bari»
BARI - Il ricovero di un senza fissa dimora “mette a dura prova l’organizzazione del sistema sanitario del Policlinico di Bari, ed è per questo che quando un senzatetto ha un problema viene rimpallato da un reparto all’altro e poi mandato fuori”. E', in sintesi, la denuncia fatta dal presidente dell’associazione di volontariato barese Incontra, Gianni Macina, che la sera di domenica scorsa 24 maggio scorso, ha accompagnato un clochard di 35 anni al pronto soccorso con una infezione purulenta ad un piede.

26 Maggio 2009

BARI - Il ricovero di un senza fissa dimora “mette a dura prova l’organizzazione del sistema sanitario del Policlinico di Bari, ed è per questo che quando un senzatetto ha un problema viene rimpallato da un reparto all’altro e poi mandato fuori”. E', in sintesi, la denuncia fatta dal presidente dell’associazione di volontariato barese Incontra, Gianni Macina, che la sera di domenica scorsa 24 maggio scorso, ha accompagnato un clochard di 35 anni al pronto soccorso con una infezione purulenta ad un piede. 

Dopo essere stato sottoposto a esami e consulenze in diversi reparti (chirurgia plastica, vascolare, reparto infettivi, chirurgia universitaria), nessuno dei quali ha riconosciuto la propria competenza al ricovero, alle 3 di notte l’uomo ha deciso di andare via e Macina lo ha quindi riaccompagnato alla stazione ferroviaria dove avrebbe passato la notte. Per Macina, si è trattato di un grave episodio di “discriminazione e disinteresse”. 

Interpellato sulla vicenda, il direttore sanitario del Policlinico, Giuseppe Lonardelli, ha riferito che dopo essere stato sottoposto a tutti gli esami che hanno escluso una serie di patologie, all’uomo era stato prescritta una terapia antibiotica e disposto il ricovero in Medicina. Ma il clochard, racconta Lonardelli, “si è allontanato prima che l’iter fosse stato concluso”.

 Per questo, Lonardelli invita l’associazione di volontariato a convincere l’uomo a tornare in ospedale perchè possa essere sottoposto alla terapia prescrittagli in un ambiente adeguato.
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