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In Puglia e Basilicata

Estate da crisi idrica? Ecco il piano Ato

Estate da crisi idrica? Ecco il piano Ato
di GIUSEPPE ARMENISE
Nei mesi scorsi, il documento che fissa le linee d’intervento per una corretta azione di gestione della risorsa acqua su tutto il territorio regionale (l’Ato acqua coincide, infatti, in Puglia, con i confini dell’intera regione), era stato oggetto di una dialettica molto accesa tra la stessa Ato, l’Acquedotto pugliese e la Regione
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26 Maggio 2009

di GIUSEPPE ARMENISE

Autorità d’ambito per le acque, è arrivato il momento del piano d’ambito. Nei mesi scorsi, il documento che fissa le linee d’intervento per una corretta azione di gestione della risorsa acqua su tutto il territorio regionale (l’Ato acqua coincide, infatti, in Puglia, con i confini dell’intera regione), era stato oggetto di una dialettica molto accesa tra la stessa Ato, l’Acquedotto pugliese e la Regione. Senza piano d’ambito non si possono fissare le linee d’intervento e chiarire come utilizzare al meglio gli investimenti. 
Ieri, dunque, è arrivato il momento dell’illustrazione in sede tecnica del piano d’ambito dell’Ato Puglia. Un primo passaggio, che adesso prevede un ulteriore esame, il prossimo 11 giugno, davanti ai membri del comitato esecutivo. Quindi, dopo l’approvazione, il documento comincerà il suo percorso di esame per eventuali osservazioni. 

Messa a punto la stesura definitiva, sarà il momento dell’assemblea che darà il via libera. I passaggi successivi così descritti fanno immaginare che occorra aspettare l’autunno per avere un quadro completo degli interventi. Cosa, questa, che non suona esattamente in termini positivi giacché senza piano d’ambito non è possibile avere chiari i margini di operatività (tra tariffa e investimenti) e soprattutto non è possibile far partire tutta una serie di interventi legati ai trasferimenti di risorse provenienti dalla Regione. Va ricordato che, in termini di cronoprogramma, il piano d’ambito era atteso per lo scorso 31 marzo. Intanto Vincenzo Zaccaro, sindaco di Andria e presidente dell’Ato, chiarisce: «Finalmente abbiamo fissato i punti essenziali della pianificazione che volge al monitoraggio degli investimenti fatti da Aqp fino alla riduzione delle perdite d’esercizio (oggi si perde addirttura il 56%). Bisogna programmare tutti gli strumenti per ridurre le perdite, a cominciare dalla sostituzione delle condotte. Abbiamo recepito alcune prescrizioni del comitato sorveglianza delle risorse idriche del ministero dell'Ambiente. Insomma, siamo pronti per porre particolare attenzione agli investimenti. Nei mesi scorsi è stato approvato un aumento della tariffa, ma si è trattato solo dell’appplicazione dell’inflazione programmata. Noi sappiamo che le tariffe sono funzione dei costi. Con questo piano avremo la situazione dettagliata dei costi e di quanto questi vengono coperti dai finanziamenti regionali».
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