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Cure antidolore: siamo ancora a zero

Cure antidolore: siamo ancora a zero
Nel 2007 c'erano 100 milioni di euro in Finanziaria per lo sviluppo delle cure palliative, e 150 nel 2008. Nel 2009 sono stati 100 i milioni stanziati per cure palliative e terapie del dolore. Però, dei 206 hospice per cure palliative annunciati per il 2008 (corrispondenti a 0,4 posti letto per ogni 10mila abitanti) - secondo i dati della Società italiana di cure palliative (Sicp) - ne sono attivi solo 154, con 1736 posti letto. Tra le molte regioni al di sotto del tasso di 0,4 posti letto, c'è la Puglia (0,33)

24 Maggio 2009

ROMA – Tra promesse, proclami e scambi di accuse, non è ben chiaro quale sia lo stato di avanzamento dei lavori in Parlamento della legge sulle cure antidolore. L'opposizione lamenta un affossamento del progetto di legge da parte del Governo, che non vuole dare la copertura finanziaria necessaria per far sì che non si tratti solo di una legge manifesto. Il Governo, dal canto suo, ribatte che i soldi ci sono e sono stati stanziati. Il dato di fatto però è che, da quando furono elargiti alle regioni con la legge 39/99 ben 350 milioni di euro per costruire hospice, a tutt'oggi i numeri sono ben inferiori alle promesse. Dei 206 hospice per cure palliative annunciati per il 2008, ne sono attivi solo 154. 

- IN ABRUZZO NEANCHE 1 HOSPICE: Vi sono regioni, come Abruzzo e Val d’Aosta, dove non sono segnalati hospice attivi. Le regioni avevano dichiarato che entro il 2008 ne sarebbero stati attivi 206, con 2346 posti letto (cioè 0,4 ogni 10mila abitanti) e 243 nel 2011, per raggiungere l’indice programmato di 0,6 posti letto ogni 10mila abitanti. La realtà parla con cifre diverse. Secondo i dati della Società italiana di cure palliative (Sicp), gli hospice attivi sono 154, con 1736 posti letto, e molte regioni sono al di sotto del tasso di 0,4 posti letto, come il Molise (0,34), il Veneto (0,34), la Liguria (0,31), la Calabria (0,2), la Sicilia (0,32), la Sardegna (0,23), la Campania (0,08) e la Puglia (0,33). «Le cose non credo andranno meglio nel prossimo futuro – commenta Furio Zucco, past president della Sicp – Nel piano sanitario nazionale 2006-08 cure palliative e terapie del dolore, che sono due cose diverse, erano tenute distinte, e così anche i loro finanziamenti, ora non più». 

Nel 2007 c'erano 100 milioni di euro in Finanziaria per lo sviluppo delle cure palliative, e 150 nel 2008. Nel 2009 sono scesi a 100 milioni, come prevede l’accordo siglato dalla Conferenza Stato-Regioni in aprile, da dividere tra cure palliative e terapie del dolore. «Ciò può portare – continua Zucco – ad una grossa confusione e a "corse" per la spartizione dei fondi». 

- ITER PARLAMENTARE A RILENTO: il pdl sulle cure antidolore giace in commissione Affari sociali. Livia Turco, capogruppo Pd in commissione, ha denunciato nei giorni scorsi il tentativo della maggioranza di «fare una legge manifesto senza metterci un euro. La relazione tecnica della commissione Bilancio dice che progetto di legge non ha la copertura finanziaria». Il testo quantifica in 3,8 milioni di euro la spesa per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 e in 0,5 milioni a decorrere dal 2012, con relativa copertura finanziaria a carico del fondo speciale di parte corrente (accantonamento del Ministero dell’economia) iscritto nel bilancio triennale 2009-2011. Ma gli uffici tecnici della commissione Bilancio hanno rilevato che il «Fondo speciale di parte corrente del Ministero dell’economia e delle finanze non ha per il 2009 e 2010 le necessarie disponibilità». 

«I 100 milioni di cui parla il viceministro Ferruccio Fazio – aggiunge Maria Antonietta Coscioni (Pd) – sono fondi che rientrano nel piano nazionale. Ma le risorse devono essere inserite nella legge nazionale, non in accordi con le regioni». Ma Giuseppe Di Virgilio (Pdl), co-relatore del pdl promette: «stiamo lavorando ad una soluzione per trovare le risorse. Non rinunciamo a questa legge importante, che contiamo di far arrivare entro l’estate». 

– PROBLEMA PALLIATIVISTI: un’altra questione è quella della definizione dei requisiti per essere definiti palliativisti. Il progetto del Ministero è quello di istituire un master post-specializzazione per i medici, e fare una "sanatoria" per chi ha 5 anni di esperienza. «Ciò metterà in difficoltà – conclude Zucco – i tanti professionisti che lo fanno da tre anni, sicuramente un tempo sufficiente per acquisire la giusta esperienza. Fa poi ridere che il pdl inserisca tra i componenti dell’equipe multiprofessionale in cure palliative, oltre medico, infermiere e medico di famiglia, anche il paziente!». 
Adele Lapertosa - Ansa
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