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Manifesto selvaggio ecco come funziona a Brindisi il mercato

Manifesto selvaggio ecco come funziona a Brindisi il mercato
BRINDISI - Manifesto selvaggio? I vigili urbani rispondono con «defissioni» a raffica e con una serie di rapportini in cui si segnalano le violazioni alle norme e, ultime in ordine di tempo, con due multe contestate immediatamente «a due “collaboratori”» per «affissione irregolare su cassonetti della spazzatura di messaggi di propaganda elettorale». Ecco come funzionale la giungla delle affissioni.

24 Maggio 2009

BRINDISI - Manifesto selvaggio? I vigili urbani rispondono con «defissioni» a raffica e con una serie di rapportini in cui si segnalano le violazioni alle norme e, ultime in ordine di tempo, con due multe contestate immediatamente «a due “collaboratori”» per «affissione irregolare su cassonetti della spazzatura di messaggi di propaganda elettorale».

Già ci si era mossi nei giorni precedenti alla nota della Prefettura ed in queste ore di più intensa campagna elettorale - «il bello deve ancora venire», dice chi si intende di queste cose - la polizia municipale è oltremodo impegnata. «La defissione consiste nell’immediata copertura, con fogli prevalentemente bianchi, di ogni forma di propaganda elettorale, apposta irregolarmente e quindi al di fuori degli spazi assegnati dal Comune con apposita delibera di giunta», spiega il comandante della Polizia municipale, Teodoro Nigro. E aggiunge: «Questa attività diurna di quattro ore giornaliere viene effettuata dai Vigili urbani con due unità ed un operaio della società Multiservizi». I risultati: «Questa attività - dice Nigro - ha già prodotto decine e decine di defissioni in luoghi non consentiti, avendo riscontrato un’impennata nei quartieri Paradiso, Centro, Perrino e Commenda, dove maggiori sono le affissioni irregolari accertare. Allo stato, poi - spiega ancora Nigro - due mezzi mobili sono stati contravvenzionati, perchè in divieto di sosta e su intersezioni stradali e nelle scorse ore abbiamo contestato immediatamente a due collaboratori l’affissione irregolare su cassonetti della spazzatura di messaggi di propaganda elettorale».

Come dire che, per questi ultimi - se la sanzione non dovesse pagarla il dante causa - è sfumata l’opportunità di raggruzzolare un po’ di denaro.

il «gossip» Già, perchè in città corre voce che per ciascun partito o movimento operino una o più squadre di attacchini, che iniziano al pomeriggio la loro attività preparando vasche di colla per le ore serali e notturne. Al mattino si va presso le sedi dei comitati a prelevare i manifesti e a dichiarare il proprio percorso lungo le plance del quartiere scelto o assegnato.
Corre voce che, per questa competizione, ci si impegni per un rimborso spese compreso tra 50 centesimi ed un euro a manifesto elettorale da affiggere. È ovvio, tuttavia, che non basta prelevare un tot numero di manifesti per considerare eseguita la «prestazione professionale», per la quale ci si è impegnati. Ecco perchè si occupano anche gli spazi non assegnati, ecco perchè, una volta completata l’operazione di affissione, si prosegue, anche nel cuore della notte, con i giri di controllo dell’operato, proprio ed altrui.

«Può accadere che tu esci alle 8 di sera e completi a mezzanotte - dicono al cronista - e un’altra squadra tolga dagli spazi tutti i manifesti che sono stati affissi. Ecco perchè bisogna controllare...».

Insomma, sembra di capire che i committenti elettorali rimborsino il dovuto solo ad esecuzione della prestazione, che dev’essere riuscita. Dev’essere esaltante, per un candidato che ha chiesto di far affiggere i manifesti con il proprio faccione, uscire di casa al mattino ed osservarsi per strada...

[a. scon.]
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