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In Puglia e Basilicata

Economia

Puglia, sciopero per i commercianti: a Ognissanti negozi chiusi

Negozi chiusi nei festivi l’impossibile salto nel tempo

I sindacati di categoria, Cgil, Cisl e Uil unitariamente, dichiarano lo sciopero e lanciano un appello alle associazioni datoriali di categoria affinché «rivedano le posizioni che obbligano troppi dipendenti a passare le feste comandate al lavoro»

30 Ottobre 2018

BARI - Alla vigilia della festa di Ognissanti con la domanda di sempre: negozi, bar, centri commerciali aperti si o no? In Puglia, i sindacati di categoria, Cgil, Cisl e Uil unitariamente, dichiarano lo sciopero e lanciano un appello alle associazioni datoriali di categoria (Federdistribuzione, Confcooperative, Confcommercio, Confesercenti, Ancc Coop) affinché «rivedano le posizioni che obbligano troppi dipendenti di negozi, supermercati, Iper e Centri Commerciali, a passare le feste comandate al lavoro».
Dalla liberalizzazione del mercato voluta dal governo Monti, si è continuato a navigare un po’ a vista. Secondo i sindacati, la completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, anno dopo anno, si è rivelata tutt’altro che favorevole giacché, dando un’occhiata ai dati, «non ha portato nessun aumento dell’occupazione e nessun aumento dei consumi». E le cifre di Confesercenti paiono più che eloquenti. Dal 2013, data della liberalizzazione, a oggi, gli occupati del settore commercio sono diminuiti di poco meno di 30mila unità e il divarico tra chiusure e aperture di nuovi negozi è stato di 108mila esercizi.

I segretari generali della Cisl Puglia, Daniela Fumarola, e della Fisascat Cisl regionale, Antonio Arcadio ricordano che i festivi: «sono giornate in cui i valori della famiglia e della socializzazione delle festività dovrebbero venire prima di ogni logica commerciale che, al momento, non pare abbia prodotto un miglioramento dell’economia nazionale, né nuove assunzioni e tantomeno l’aumento dei consumi. Riteniamo che sia più importante sancire con forza il valore che le feste comandate, almeno quelle, possono regalare ai nuclei familiari sempre più pressati da impegni occupazionali durante le feste religiose».
Già in occasione delle precedenti festività di Pasqua e Pasquetta e del 25 aprile le organizzazioni sindacali avevano chiamato allo sciopero gli operatori della categoria non solo in Puglia ma anche in Lazio e Sicilia. Il primo maggio, a Bari, serrande abbassate dappertutto a eccezione dell’Ikea. Il tutto in attesa di una revisione, con conseguente razionalizzazione del settore inserita nella manovra economica finanziaria del governo. A tal proposito i sindacati, ascoltati dai componenti la commissione Attività Produttive della Camera hanno chiesto di «regolamentare la chiusura nelle 12 festività nazionali, civili e religiose senza possibilità di deroga (1° gennaio, 6 gennaio, Pasqua e lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre). Riguardo a queste festività - concludono - sarebbe necessario affidare alle parti sociali e alle Regioni la possibilità di intervenire contro le aperture selvagge ricorrendo alla concertazione tra le parti in nome del benessere sociale dei lavoratori».

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