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In Puglia e Basilicata

Cerignola, guerra dei  Gal: uno è di troppo

Cerignola, guerra dei  Gal: uno è di troppo
di ANTONIO TUFARIELLO 
Spetta alla Regione Puglia prendere una decisione definitiva, tra i progetti dei due diversi Gal: “Il Piana del Tavoliere” ed il neo costituito “Ori del Tavoliere”, salvo che i due contendenti non trovino un accordo in extremis quando ormai il tempo stringe per l’assegnazione del budget di 12 milioni di euro

24 Maggio 2009

CERIGNOLA - Ancora un nulla di fatto ed un ulteriore rinvio a martedì prossimo nella riunione di giovedì pomeriggio presso l’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia nell’ambito dell’arbitrato resosi necessario dopo che il nostro territorio (Cerignola, Stornara, Stornarella, Orta Nova, Carapelle, Ordona) tra enti locali e privati ha espresso due idee progettuali sulle iniziative comunitarie dell’ambito Leader, da parte di due diversi Gal: “Il Piana del Tavoliere” ed il neo costituito “Ori del Tavoliere”. Posto che uno dei due è di troppo (ed il doppione è l’unico caso verificatosi in Puglia) spetta alla Regione prendere una decisione definitiva, salvo che i due contendenti non trovino un accordo in extremis quando ormai il tempo stringe per l’assegnazione del budget di 12 milioni di euro. 

E proprio in quest’ottica si sono mossi i due dirigenti regionali, Ferro e Sallustio, che hanno prospettato ai due capi delegazione (l'ex sindaco Matteo Valentino per “Piana” e Giuseppe Scagliola per “Ori” ) la necessità di un accordo. Scagliola, pregiudizialmente, ha però fatto presente che mentre la progettualità e la ricaduta del Dst di “Ori”, verrebbe spalmata su un territorio di sei comuni, non altrettanto può dirsi per il vecchio Gal che investe solo i territori di Cerignola e Stornara. E l’adozione del Dst non è negoziabile da parte di Ori che tuttavia è disponibile ad innestare sul suo documento programmatico alcune eventuali peculiarità del Dst di “Piana”. 

Nessuna trattativa sostanziale dunque, sul piano progettuale. Dal canto suo Valentino fa presente che si potrebbero sommare i capitali sociali dei due soggetti (200 mila euro del “Piana” e 160 mila di “Ori”, dando vita ad un soggetto terzo, con una governance al 50% tra soggetti pubblici e privati. Un passaggio, quello sulla governance (che era stato uno dei principali motivi della scissione dei più autorevoli soggetti che hanno dato vita al secondo Gal) che Ori non ha neppure ancora preso in considerazione, considerando prioritario e dirimente l’aspetto progettuale. Ma nella sostanza Ori non ha alcuna intenzione nè di confluire nel Piana, ed anche l’idea di dar vita ad un soggetto terzo non entusiasma affatto. Insomma, al di là delle schermaglie e dei tatticismi, il braccio di ferro è al massimo della tensione proprio in un momento in cui le vicende umane vanno ben oltre quelle della gestione di un organismo pur importante, con una posta in palio altissima per il territorio. 

La riunione di martedì prossimo quasi certamente farà registrare un ulteriore rinvio ed è oltremodo difficile che, nonostante le intese verbali, possano verificarsi, ad horas, cambi di scena. Le possibilità di un accordo sono ridotte al lumicino. Il fatto che “Ori” sia nato proprio in contrapposizione al “Piana”, che le leve gestionali sono state tenute fin qui saldamente nella mani dei soci di maggioranza del vecchio Gal, che è assai diversa la filosofia progettuale tra i due contendenti, induce a ritenere che salvo clamorosi colpi di scena o bandiere bianche alzate all’ultimo momento, ciascuno andrà per la sua strada e toccherà agli organismi regionali decidere.
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