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In Puglia e Basilicata

Policoro, il sindaco caccia i Rom: rovinano la stagione

Policoro, il sindaco caccia i Rom: rovinano la stagione
Un gruppo di zingari italiani, che si erano sistemato nei pressi di uno stabilmento balneare lungo la duna attrezzata centrale (largo Dioniso) «sono stati fatti sgombrare - informa una nota dell’ufficio stampa del Comune - perchè a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva, non possiamo permetterci il lusso di rovinare l’immagine turistica»

23 Maggio 2009

di NICOLA BUCCOLO

POLICORO - Con i primi caldi, il mare comincia ad essere preso d’assalto, ma non sono solo bagnanti ad arrivare a Policoro. Su quel tratto di costa è arrivato anche un gruppo di zingari italiani, che si erano sistemati ieri nei pressi di uno stabilmento balneare lungo la duna attrezzata centrale (largo Dioniso). «Sono stati fatti sgombrare - informa una nota dell’ufficio stampa del Comune - direttamente dal sindaco Nicola Lopatriello», il quale ha poi dichiarato che «a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva, non possiamo permetterci il lusso di rovinare l’immagine turistica, che ci siamo dati. Oltretutto, l’accampamento era anche abusivo. Ogni anno di questi periodi si ripete la solita storia con intere carovane di persone che si fermano qui a Policoro, facendo anche da richiamo per altri gitani. Nulla di personale, però proprio a ridosso del mare e delle strutture turistiche che stanno aprendo, non è possibile ospitare queste persone.

Se si fossero accampate in altre zone della città più marginali - prosegue il sindaco Lopatriello - non avrei avuto nulla da ridire. Inoltre, anche gli stessi gestori di strutture balneari si sono lamentati, anche perchè siamo nel weekend e i turisti si riversano sulle nostre coste per la prima tintarella estiva. Negli anni scorsi, abbiamo registrato, proprio in prossimità di queste aree non attrezzate per ospitare carovane di questo tipo, danni a porte e vetri dei bagni, trasformando le aree dove sostavano in discariche a cielo aperto. Davanti a questi episodi di inciviltà non potevo far altro che intervenire a tutela del decoro e della dignità della mia città, grazie alla collaborazione anche della Polizia municipale, Carabinieri della locale compagnia e Polizia di Stato».
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