Domenica 14 Agosto 2022 | 12:31

In Puglia e Basilicata

Omicidio Mez: battaglia sul Dna Sollecito-Knox

Omicidio Mez: battaglia sul Dna Sollecito-Knox
Nell'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher sono state 460 le tracce biologiche analizzate dalla polizia scientifica. E’ stato però sul Dna attribuito al barese Raffaele Sollecito trovato sul gancetto di Mez e sul codice genetico di Amanda Knox evidenziato sul coltello indicato come arma del delitto che hanno dato battaglia oggi i loro difensori, cercando di dimostrare la loro contaminazione e comunque la non certezza dei risultati

22 Maggio 2009

PERUGIA - Nell'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher sono state 460 le tracce biologiche analizzate dalla polizia scientifica. E’ stato però sul Dna attribuito a Raffaele Sollecito trovato sul gancetto di Mez e sul codice genetico di Amanda Knox evidenziato sul coltello indicato come arma del delitto che hanno dato battaglia oggi i loro difensori, cercando di dimostrare la loro contaminazione e comunque la non certezza dei risultati. Lo hanno fatto oggi nel corso della deposizione della biologa della scientifica Patrizia Stefanoni. 

La responsabile della sezione genetica forense, che domani tornerà in aula, ha parlato per oltre otto ore. Utilizzando termini tecnici ma anche cercando di rendere il più possibile comprensibile la sua analisi. La Stefanoni ha spiegato come l'esame del Dna può essere utile per un confronto con quello di un individuo noto ma che “in esso non si trovano il nome e cognome del sospettato”. Ha però sottolineato che “non esistono al mondo due individui con lo stesso codice genetico a meno che non siano gemelli omozigoti”. La biologa ha rivendicato che la scientifica opera secondo procedure validate a livello internazionale, utilizzando strumenti d’avanguardia. Ha poi parlato delle tracce, soffermandosi su quelle ritenute più significative. Come il Dna di Sollecito, misto a quello della vittima, sul gancetto del reggiseno indossato da Meredith quando venne uccisa. 

Rispondendo alla difesa del giovane – gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori – la Stefanoni ha spiegato che quel lembo fu trovato e fotografato nel sopralluogo successivo alla scoperta del cadavere, il 2 novembre del 2007, in terra coperto dal cuscino sotto al quale era il cadavere. Fu recuperato poi il 18 dicembre, quando era – ha spiegato l'esperta – a un metro-un metro e mezzo di distanza, vicino alla scrivania nella camera di Meredith, sotto a un tappetino. Rispondendo alle domande dell’avvocato Bongiorno su una possibile contaminazione del reperto, la Stefanoni ha spiegato che il trasferimento del Dna, anche astrattamente, “non è ne scontato ne semplice”, definendolo possibile se la traccia di origine è “acquosa ma non se è secca”. 

Riguardo al fatto che il gancetto venne trovato in un posto diverso da dove fu poi recuperato l’esperta ha parlato di “traslazione” accidentale, escludendo che possa essere stata causa di contaminazione. Un’ipotesi ribadita invece dai legali di Sollecito. “Il gancetto – ha detto l’avvocato Maori – è stato recuperato dopo che la stanza era stata messa a soqquadro”. 

La difesa del giovane ha poi contestato l’interpretazione dei dati in base ai quali il codice genetico è stato attribuito al giovane (mentre la biologa ha ha confermato il dato). Riguardo al coltello la Stefanoni ha sostenuto che il Dna della Knox è stato individuato in un punto del manico (mentre quello di Mez è stato isolato sulla lama) in base al quale è possibile ipotizzare sia stato impugnato “per infilzare e non per tagliare”. La difesa dell’americana ha però contestato la scarsa quantità del campione dal quale venne ricavato il codice genetico e quindi l’attendibilità del risultato. Uno dei legali, l’avvocato Luciano Ghirga, non ha escluso la possibilità che venga chiesta una superperizia sul punto. (claudio.sebastiani)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725