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Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


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Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

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M5S

14,86%

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"Pd, Idv, lista Emiliano violano le quote rosa"

"Pd, Idv, lista Emiliano violano le quote rosa"
di ROBERTO CALPISTA
BARI - «Quelle liste non rispettano le quote rosa. Non possono essere ammesse». Nel mirino del ricorso presentato alla commissione elettorale circondariale di Bari da Tommy Attanasio e Emilio Toma (rispettivamente coordinatore e vicecoordinatore grande città di Bari per il Pdl), ci sono oltre alla commissione stessa, due partiti e un movimento civico del centrosinistra: Pd; Italia dei valori e Emiliano per Bari
• Annullare le liste? Non è previsto. Unica via è il Tar

22 Maggio 2009

BARI - «Quelle liste non rispettano le quote rosa. Non possono essere ammesse». Nel mirino del ricorso presentato alla commissione elettorale circondariale di Bari da Tommy Attanasio e Emilio Toma (rispettivamente coordinatore e vicecoordinatore grande città di Bari per il Pdl), ci sono oltre alla commissione stessa, due partiti e un movimento civico del centrosinistra: Pd; Italia dei valori e Emiliano per Bari. 

Le rivalutazioni della commissione dovrebbero arrivare oggi. I fatti: nel mirino dei rappresentanti del centrodestra finiscono le liste presentate per il rinnovo dei consigli delle 9 circoscrizioni cittadine. La commissione elettorale che le ha ammesse alla prossima competizione amministrativa è accusata - secondo Attanasio e Toma, rappresentati dall’avvocato Raffaele Guido Rodio - di violazione, erronea interpretazione e falsa applicazione di legge (art. 3 della Costituzione in relazione all’articolo 29, comma 4 del regolamento sul decentramento amministrativo del Comune di Bari, di cui alla delibera di consiglio comunale n. 45 del 45 maggio 2006 ed all’art. 23 del vigente statuto del Comune)». E inoltre, «eccesso di potere per erronea presupposizione, travisamento, difetto assoluto di istruttoria e di motivazione, ingiustizia manifesta. Infatti l’art. 24 comma 4 del regolamento sul decentramento amministrativo nel Comune di Bari, in attuazione dell’art. 23 del vigente statuto comunale, espressamente impone che in sede di presentazione delle candidature per il rinnovo dei consigli circoscrizionali e dei relativi presidenti “in ogni lista elettorale ciascun sesso deve essere rappresentato in misura non inferiore ad un terzo”». 

E invece - si legge ancora nel ricorso - «il Pd, l’Idv e la lista Emiliano per Bari, eludendo totalmente e senza alcuna giustificazione tale obbligo, hanno presentato nelle circoscrizioni liste non rispettose della proporzione tra i due sessi prevista dalle citate norme. Ciò costituisce motivo di pacifica esclusione delle suddette liste. Motivo che però, illegittimamente, non è stato rilevato dalla commissione elettorale in sede di esame delle stesse, che sono quindi risultate tutte illegittimamente ammesse alla competizione elettorale. Eppure la commissione non poteva esimersi dal rilevare tale vizio attesa la pacifica intepretazione che vede essere data alla norma in questione». 

Nel ricorso Attanasio e Toma citano il «caso Molfetta» e la sentenza del Tar Puglia, la «pacifica giurisprudenza formatasi in vigenza del’art. 5 della legge 81 del 1993» e il Consiglio di Stato (a. gen. 24 giugno 1993, n.60», concludendo che «l’inottemperanza a tale norma importa la sanzione dell’inammissibilità della lista». 

La replica del centrosinistra è affidata a Cesare Veronico, responsabile per la Puglia dell’organizzazione del Pd: «Polemiche inutile e strumentali che dimostrano anche la dose infinita di faccia tosta dei rappresentanti del Popolo della libertà. Proprio loro - alle prese con uno scandalo di dimensioni nazionali per la formazione delle liste del parlamento europeo, che hanno sì offeso tutte le donne italiane - adesso puntano il dito contro alcune nostre liste circoscrizionali. Forse sarebbe il caso di ricordare che l’attuale amministrazione Emiliano è composta per il 40 per cento da donne; contro una sola dell’ultima amministrazione Di Cagno Abbrescia. Noi puntiamo su candidati che possano davvero esprimere un valore aggiunto alla politica».
ROBERTO CALPISTA
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