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In Puglia e Basilicata

Dopo il «Vaffa» di Vendola a Gasparri polemiche alla Regione IL VIDEO

Dopo il «Vaffa» di Vendola a Gasparri polemiche alla Regione IL VIDEO
BARI - «L'incidente linguistico» in diretta tv a Ballarò continua a tenere banco. Oggi i consiglieri regionali Nino Marmo e Pietro Lospinuso del gruppo di An-Pdl, hanno presentato una interrogazione per sapere la verità sulle dimissioni dell'assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, dopo il litigio avvenuto nella trasmissione 'Ballaro« tra il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il capogruppo di An-Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, nel corso del quale sono state fatte dichiarazioni sulla vicenda.

21 Maggio 2009

BARI - I consiglieri regionali Nino Marmo e Pietro Lospinuso del gruppo di An-Pdl, hanno presentato una interrogazione per sapere la verità sulle dimissioni dell'assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, dopo il litigio avvenuto nella trasmissione 'Ballaro« tra il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il capogruppo di An-Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, nel corso del quale sono state fatte dichiarazioni sulla vicenda.

I due consiglieri chiedono a Vendola quale versione dei fatti sia vera, »'udite le affermazioni da lui rese in occasione della trasmissione 'Ballaro« del 19 maggio, dalle quali si sarebbe appreso che egli avrebbe 'tolto la delegà alla Salute all'assessore pro-tempore Tedesco a seguito di una mera notizia riveniente da un'agenzia di stampà, 'rammentato che finora la spiegazione ufficiale, come da pubbliche dichiarazioni dello stesso presidente, della sostituzione fulminea di tale assessore faceva riferimento a sue spontanee dimissionì».

In particolare, si chiede di conoscere: «quale delle due versioni dei fatti sia vera, e quindi quale dei due Vendola in contraddizione tra di loro sia un bugiardo»; «se dovesse essere vera la versione fornita in televisione, perchè il presidente non ha del pari provveduto a sostituire i direttori generali rispetto ai quali non un mero lancio di agenzie, ma notizie ufficiali provenienti dai Palazzi di Giustizia, riferiscono essere in atto inquietanti inchieste giudiziarie».

Tutto è scoppiato dopo scontro tv a Ballarò tra il capogruppo Pdl al senato, Maurizio Gasparri, e il governatore della Puglia, Nichi Vendola, di Sinistra e libertà, che si era lasciato andare a un 'vaff...' finale. «Vendola – aveva affermato Gasparri – ha usato nei miei confronti parolacce e turpiloqui. Avevo deciso di non replicare. Non l’ho fatto durante la trasmissione, nè intendevo farlo dopo, essendo evidente lo stato miserevole del personaggio. Ma vedo che, gonfio e tronfio, torna sull'argomento. Per le espressioni ingiuriose che ha usato nei miei confronti, commentando il fatto di martedì sera, ho deciso di querelarlo». 

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del PdL, ci ha ripensato quindi e se ieri sera aveva deciso di non replicare al presidente della Regione Puglia, a invece deciso di procedere con una querela contro Nichi Vendola a querela «per le espressioni ingiuriose che ha usato nei miei confronti».

 
Per il resto, Gasparri ha confermato le sue accuse all’assessore alla Sanità della giunta Vendola, Alberto Tedesco «indagato per corruzione, abuso d’ufficio, voto di scambio ed associazione per delinquere; che per lui, essendo il primo dei non eletti nella lista del Pd, si prepara un seggio al Senato con la candidatura alle europee del senatore De Castro; che la gestione di Vendola della Puglia è fallimentare con un buco nella Sanità di circa 600.000.000 di euro che ha cercato di coprire varando nuove tasse su Irap, Irpef, benzina e gas». 

«Aggiungo – aveva aggunto Gasparri – che Vendola deve trovarsi in uno stato di totale disperazione, essendo stato sonoramente sconfitto al congresso del suo partito ed estromesso dallo stesso. Tornerò ad esprimergli la mia commiserazione la sera del 7 giugno quando la sua lista alle europee, per pubblicizzare la quale offende chiunque, non raggiungerà il 4%». 

VENDOLA: E' STATO UN MOTO DI STIZZA. GASPARRI MI RICORDA GLI URLATORI ANNI '60 
«Capisco che Gasparri difenda con le parole utilizzate come corpo contundente il proprio ruolo di maggiordomo e che debba essere aggressivo, ma ci stava una reazione di stizza». Così il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola aveva risposto a Cagliari alle domande dei giornalisti sulla lite con il capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri, ieri sera una diretta tv a Ballarò sul caso Mills. 
«Questo signore, il cui stile è noto, che manovra le parole con la stessa cultura con cui da giovane manovrava altri strumenti – ha aggiunto Vendola – cerca di inibire il dibattito e l’approfondimento. Viene in una puntata in cui c'è sullo sfondo uno scandalo straordinario, come il caso Mills, tirando fuori una vicenda che dice tutt'altro». Il riferimento è alle dimissioni, per un’inchiesta giudiziaria, dell’assessore alla Sanità della Puglia Alberto Tedesco, tirate in ballo da Gasparri e per questo mandato a quel paese da Vendola.

«Un’ora dopo l’indiscrezione giornalistica – ha spiegato il governatore – il mio assessore si è dimesso ed è voluto andare davanti ai giudici in prima persona senza coinvolgere l'istituzione e rispettando l’autorità giudiziaria. Mentre c'è un ministro, Fitto, espressione della Puglia, che ha avuto una richiesta di arresto e ha in corso delle indagini pesantissime il quale non solo non si è dimesso, ma ha chiesto al collega Alfano di mandare ispettori alla procura di Bari, che è la stessa che indaga sul mio assessore».

D'altro canto, continua Vendola: «Il furore e la veemenza di ugola  con cui l’on. Gasparri annuncia azioni legali contro il  sottoscritto mi riportano indietro agli anni '60, l’epoca degli  urlatori re dei juke-box. Ma al posto dei tuxedo, si veste di  una doppia morale: una per i padroni come il suo, che difende a  spada tratta, l’altra per tutti quelli che possono essere  esentati da ogni forma di garantismo». 

«Sulla questione della nostra spesa sanitaria, citata da  Gasparri a squarciagola, ricordo solo che la Puglia – aggiunge  Vendola – è la regione con i conti più in ordine di tutta  l'Italia Meridionale, dove l’abolizione dei ticket per le fasce  deboli ha alleggerito il carico fiscale complessivo in loro  favore». 

«Certamente – continua – ci sono criticità,  determinate dalla sottostima del fabbisogno sanitario non solo  per la Puglia ma per tutto il Sud, che continua a essere  penalizzata insieme alle altre regioni meridionali. Tuttavia in  questo quadro la Puglia evidenzia un debito per abitante di 214  euro, il più basso tra le regioni meridionali e più basso  anche di qualche regione del centro-nord». 
«Com'è noto il  debito più alto è quello della Regione Lazio con 1.611 euro  per abitante. Cifre ufficiali del ministero». «Nel 2008 infine la Puglia – conclude Vendola – ha superato  le verifiche del ministero delle Finanze e dell’Economia, anche  grazie allo sforzo sostenuto dai cittadini per coprire con il  proprio contributo la spesa indirizzata a servizi insopprimibili  per la salute di tutti i pugliesi». 

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