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In Puglia e Basilicata

Delusione d'amore, ragazzo si uccide dandosi fuoco

Delusione d'amore, ragazzo si uccide dandosi fuoco
POTENZA - Questa mattina, intorno alle 8, un ragazzino si è dato fuoco e si è poi lanciato dalla scalinata che congiunge piazza Matteotti con corso Garibaldi. E' morto a causa delle ustioni riportate. Pare che da qualche giorno non mangiava, aveva litigato con la  «fidanzatina» ed era molto triste. Aveva soltanto 15 anni, era di origine indiana ed era stato adottato diversi anni fa da una famiglia di italiani, di Pignola (Potenza), che lo amava teneramente
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20 Maggio 2009

BARI - Tragedia a Potenza. Questa mattina, intorno alle 8, un ragazzino si è dato fuoco e si è poi lanciato da una balconata aperta che costeggia un albergo cittadino, precipitando per circa 12 metri, vicino alla scalinata che congiunge piazza Matteotti con corso Garibaldi. 

P.F., queste le iniziali del suo nome, è morto a causa delle ustioni riportate, tra i tormenti delle fiamme che gli hanno devastato il corpo. 

Da quanto si apprende pare che da qualche giorno non mangiava, aveva litigato con la  «fidanzatina» ed era molto triste, sembra che non riuscisse a superare il dolore di un amore non corrisposto. Il primo, l'ultimo, amore della sua giovane vita. 

Il ragazzino aveva 15 anni, era di origine indiana ed era stato adottato diversi anni fa da una famiglia di italiani, di Pignola (Potenza), che lo amava teneramente. Era in Italia dal 1996 e pare si fosse ben integrato (frequentava il locale liceo scientifico). 

NEANCHE LA SORELLA HA POTUTO FAR NULLA
La tristezza del giovane è stata raccontata da uno dei collaboratori scolastici  dell’Istituto commerciale Nitti, frequentato dalla sorella del ragazzo, che  stamani ha accompagnato in automobile la ragazza sul luogo  dell’incidente.  Secondo quanto si è appreso, le forze  dell’ordine intorno alle 8.30 hanno contattato la ragazza sul  cellulare, spiegandole che il fratello era nei pressi del Grande  Albergo e aveva intenzione di suicidarsi: la ragazza ha chiesto  al collaboratore scolastico di accompagnarla nel centro storico  di Potenza e nel tragitto gli ha raccontato della delusione  d’amore del fratello. 

«Quando siamo arrivati sul posto – ha  detto l’uomo – ho visto la zona transennata e ho capito l'accaduto, cercando di allontanare la ragazza fino all’arrivo  della madre». 

TRE SMS PRIMA DEL TRAGICO GESTO
Prima di darsi fuoco e di lanciarsi nel vuoto, il ragazzo ha mandato un sms con il  testo «Non ce la faccio più, sto per buttarmi. Mi troverete  sull'asfalto» alla sorella (alla quale era legatissimo), a un  vicino di casa suo confidente e a un amico («mi mancherai», ha  aggiunto a quest’ultimo). Secondo quanto si è appreso, negli sms il ragazzo avrebbe  indicato anche il luogo del tragico gesto. In serata, intanto, proprio sulla scalinata dalla quale si è  lanciato il ragazzo, in pieno centro storico, gli amici hanno  portato alcuni fiori. 

L'AGGHIACCIANTE DINAMICA 
Una prima, sommaria, ricostruzione di quanto è accaduto oggi non può che partire con questo adolescente che, zaino in spalla, esce di casa per andare a scuola. E' mattina presto ma, al suono della campanella, P.F. non è in aula. Il suo banco al liceo "Galileo Galilei" è vuoto. 

Lui cammina furtivo, non vuole essere visto. Sceglie strade poco frequentate, fino a raggiungere una delle ripide scalinate che tagliano la città. Quello è un posto fantastico per un ragazzino che ha marinato la scuola: papà, mamma e professori difficilmente sarebbero passati di là.

Sono le 8 e un quarto. Forse le 8,30. E' a questo punto che P.F. - sempre secondo gli elementi, fin qui raccolti - apre lo zaino ed estrae una bottiglietta di plastica. E' una di quelle per l'acqua minerale ma contiene un liquido infiammabile, probabilmente benzina. Si cosparge di carburante. Prima della scintilla che lo separa dalla morte manda un sms. La destinataria è sua sorella. Di certo è un messaggio d'addio. Poi il fuoco. Il dolore. La paura.

Non si esclude che proprio le fiamme l'abbiano indotto a correre e a cadere. E' un riflesso condizionato: correndo quelle lance infuocate si abbassano, si spostano dal viso. Può darsi che sia questo il motivo per il quale è precipitato. 

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i sanitari del 118 e la Polizia (la Questura di Potenza si trova a poche decine di metri dalla scalinata dove il ragazzo si è dato fuoco). 
Lo zaino e il contenitore di plastica sono stati sequestrati ed inviati alla Scientifica per accertamenti. Gli agenti della Squadra mobile di Potenza stanno interrogando i familiari e alcuni amici del ragazzo.

NESSUNO HA POTUTO FERMARLO
Nessuno ha visto in tempo quel ragazzino accucciato tra i gradini di pietra. Nessuno ha potuto fermarlo.
Anche il personale del noto albergo, che sorge a un passo dal luogo della tragedia, e che è stato tra i primi a scoprire quanto era accaduto, alla Gazzetta ha però detto che nessuno ha visto il giovane mentre saliva sulla balconata e neppure mentre si sprigionava il rogo che l'ha avvolto. Neanche urla e lamenti sono stati uditi all'interno della struttura (ma si tenga conto che quella è una zona di montagna e la hall corrisponde ad un quinto piano). L'hanno visto quando era ormai troppo tardi per intervenire. «E' stato quel forte, indimenticabile, odore a farci affacciare», hanno spiegato. 

Un dipendente dell'Agenzia del territorio di Potenza, Enrico Iannini, invece, l'ha visto cadere. «Era una palla di fuoco», con i vestiti in fiamme. 
«In un primo momento – racconta Iannini, che stava parlando al cellulare – ho avuto l'impressione che qualcuno avesse lanciato un sacchetto dopo averlo incendiato. Poi quando ho visto il ragazzo disteso sull'asfalto, ho capito cosa era successo. Ho subito chiamato il 112, ma alcuni dipendenti dell'ufficio Opere Pubbliche erano già usciti con un estintore per cercare di spegnere le fiamme».

GLI INSEGNATI: RAGAZZO SPLENDIDO
I compagni di classe di P. F. hanno saputo della sua morte tramite uno scambio di sms con gli alunni dell’Istituto tecnico commerciale “Nitti”, dove si trovava la sorella naturale, anche lei adottata dalla famiglia italiana. La notizia è stata poi comunicata ufficialmente poco dopo le ore 11 dal preside del liceo, Vittorio Pace. Gli alunni della IH hanno quindi incontrato uno psicologo dell’Asl di Potenza. 

«Era un ragazzo a modo – ha detto il preside – sempre compito e puntuale a scuola, ben voluto da tutti, anche da quelli più grandi. Ho voluto chiamare lo psicologo, per dare – ha concluso il preside - sostegno agli alunni». All’interno della scuola, molti ragazzi, quasi tutti in lacrime. 

«Gli volevamo bene – hanno detto – perchè era veramente un bravo ragazzo. A Pignola (Potenza), dove abitava, frequentava la parrocchia e in passato aveva fatto anche il chierichetto ed era legatissimo alla sorella». Avrebbe dovuto suonare sabato prossimo alla Festa dell’Arte e della creatività. Una delle insegnanti – che ha preferito restare anonima – ha detto che «era un ragazzo splendido e che non aveva particolari problemi a scuola». 

(Foto Tony Vece)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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