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In Puglia e Basilicata

Droga nel Sud Barese presi 24 della "triade"

Droga nel Sud Barese presi 24 della "triade"
Operazione dei carabinieri del Comando provinciale in diversi comuni della provincia di Bari, contro il traffico di sostanze stupefacenti gestito da tre gruppi criminali. Con l'ausilio di unità cinofile ed elicotteri, 130 militari hanno eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti affiliati a clan che – secondo gli investigatori – avevano assunto il controllo del traffico di stupefacenti nei comuni del Sud barese. Sequestrati circa 8 kg di droga tra cocaina ed hashish

20 Maggio 2009

BARI – Ventiquattro persone, accusate a vario titolo di far parte di tre gruppi criminali dediti alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti, sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Bari, in esecuzione di ordinanze di custodia emesse dal gip di Bari. All’alba, 130 militari, con l’ausilio di elicotteri e cani antidroga, hanno catturato i presunti capi, affiliati e fiancheggiatori di una cosca ben radicata nel sud barese, che avrebbe stretto un tacito accordo di non belligeranza con altri 'clan' concorrenti. Ai vertici di uno dei gruppi, il più pericoloso, un uomo e donna conviventi, che impartivano gli ordini ai loro luogotenenti tra cui il figlio. Nel corso dell’indagine, i carabinieri hanno sequestrato circa 8 kg di droga tra cocaina ed hashish.

L'indagine, sviluppata dai Carabinieri della Compagnia di Monopoli, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia, ha riguardato 25 persone nei cui confronti il gip di Bari ha emesso altrettanti ordini di custodia cautelare in carcere. Ventiquattro, invece, le persone denunciate a vario titolo. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 59mila euro in contanti e 100 grammi di hashish. I tre presunti gruppi criminali operavano soprattutto nei comuni di Castellana Grotte e Conversano senza tralasciare, però, il mercato dei comuni vicini grazie ad un tacito accordo di non belligeranza con altre organizzazioni concorrenti. 

L’attività investigativa, protrattasi per circa due anni, ha consentito di documentare la movimentazione di svariate quantità di sostanze stupefacenti, nonchè di sequestrare, in più riprese, circa 500 grammi di cocaina e 7,5 kg di hashish. Per gli investigatori, a capo del gruppo castellanese vi erano i fratelli Antonio e Donato Notarangelo a cui si sarebbe unito Giuseppe Lo Russo, di Noicattaro (Bari), ed altre 6 persone che sono state denunciate. 

A Conversano invece, avrebbe operato l’organizzazione facente capo alla famiglia Ignomeriello, padre e figlio, uomini che sarebbero stati legati al «clan» Stramaglia, che si sarebbe avvalso della stretta collaborazione di: Gianluigi Chiarappa, Cosimo Giustiniani, Marco Rotolo (tutti di Conversano); nonchè di Carlo Ferrante, di Bari; Michele Chiapparino, di Adelfia; Saverio Ricci, di Valenzano; Emanuele Ribatti, di Turi. 

Parallelamente a loro, sempre su Conversano, avrebbe agito un altro sodalizio, forse il più pericoloso in considerazione della consistente penetrazione sociale, che avrebbe fatto capo a Nicola La Selva, detto «la pecora», e alla sua convivente Pagnini Sandra che si sarebbero avvalsi dell'operato, oltre che del figlio Antonio La Selva, di Domenico Laera, Vittorio e Giovanni Totaro, Pietro Lamontanara, Raffaele Zivoli. 

Figure autonome, ma non per questo meno importanti, sarebbero invece Massimo Di Caro e Rocco Panarelli. 

Gli arrestati sono stati rinchiusi nei carceri di Frosinone, Avellino, Benevento, Ariano Irpino, Foggia, Bari, Brindisi, Taranto e Lecce.
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