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In Puglia e Basilicata

Bitonto, una ragazza tra le mani dei clan

Bitonto, una ragazza tra le mani dei clan
Una presunta organizzazione di trafficanti di sostanze stupefacenti è stata smantellata dalla polizia a Bitonto, nel Barese. Agenti della squadra mobile della questura di Bari hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare. Nel corso delle indagini è emerso che i presunti spacciatori avrebbero costretto una tossicodipendente di 16 anni, che non era in grado di pagare le dosi di droga, a subire violenze sessuali

20 Maggio 2009

BARI – E' finita anche una ragazzina di 15 anni, prima invogliata a fare uso di droga e poi costretta a «pagarsi» le dosi con prestazioni sessuali, nelle maglie violente della organizzazione di trafficanti di sostanze stupefacenti smantellata oggi a Bari dagli agenti della Squadra Mobile della Questura. Dodici le ordinanze emesse; 11 gli arresti compiuti all’alba, a Bitonto. 

È stato così disarticolato il clan di Cosimo Modugno, detto 'Mino u 'gruss', dedito alle estorsioni e al traffico di armi e di stupefacenti. L'indagine era stata avviata dal sostituto procuratore Gianrico Carofiglio (si tratta della sua ultima inchiesta alla Dda di Bari proseguita poi dal collega Giuseppe Scelsi) dopo un caso di lupara bianca avvenuto il 24 maggio del 2006 in cui rimase vittima Giacomo Maggio. Attraverso intercettazioni telefoniche a persone vicine a Maggio, gli inquirenti scoprirono che si era costituito a Bitondo un nuovo gruppo criminale, quello di Modugno (ex uomo del clan Valentini). 'Mino ù gruss' si stava rafforzando ed espandendo ai danni dei malfattori già esistenti nella zona. 

E tutto questo «con metodi di straordinaria violenza e cinismo», come ha commentato il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia Marco Di Napoli. Il clan – secondo quanto accertato – si riforniva di droga ad Andria e a Bari (attraverso contatti con il clan degli Strisciuglio). Componenti dell’organizzazione avrebbero costretto a drogarsi anche una ragazzina di 15 anni per poi ottenere in cambio prestazioni sessuali. Un aspetto inquietante, questo, emerso prima dalle intercettazioni e poi confermato dall’ascolto della madre dell’adolescente e della vittima, assistita dagli psicologi. E ad abusare della ragazzina sarebbero stati due degli 11 uomini arrestati oggi. I due, pertanto, sono anche accusati di violenza sessuale.

«Ho cominciato a frequentarlo e a incontrarci due volte a settimana. – ha riferito agli inquirenti l’adolescente riferendosi a uno degli arrestati – Iniziò a darmi la cocaina. Ho iniziato ad avere rapporti con lui e in una occasione mi ha picchiata per farmi avere rapporti con altri giovani del suo entourage». «Abbiamo avuto rapporti sessuali normali – racconta ancora la ragazzina – in cinque occasioni. Al termine mi dava 'la 25' e tiravamo assieme. Anche con altri due ho avuto rapporti sessuali».

«La realtà di Bitonto ci tiene sempre in grande allarme», dice ancora Di Napoli. Ancora di più perchè 'Mino, nonostante fosse già in carcere dal 30 settembre del 2006 – perchè sorpreso in possesso di una pistola calibro 9 con matricola cancellata – continuava a impartire gli ordini ai suoi uomini attraverso la moglie, durante i colloqui. Intercettazioni telefoniche e ambientali nelle quali si è fatto riferimento anche a imboscate, ad agguati, a persone da fare sparire e a spedizioni punitive.
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