Giovedì 18 Agosto 2022 | 22:11

In Puglia e Basilicata

Fontane che danno vino... la cuccagna è a Roseto Valfortore

Fontane che danno vino... la cuccagna è a Roseto Valfortore
Martedì 26 maggio, raggiungerà l'acme la quattro giorni di festa in onore di San Filippo Neri (santo patrono le paese foggiano). A pochi metri dalla Chiesa Madre, davanti al grande arco di pietra che apre le porte sul borgo antico, il tradizionale il lancio di pezzi di pane e di formaggio. In piazza, attraverso uno zampillo appositamente installato, vengono somministrati latte e vino, simbolo di ricchezza e dell'abbondanza offerta dalla terra madre. È un momento magico, soprattutto per i bambini che cercheranno di accaparrarsi il maggior numero di pezzi di pane e di formaggio

19 Maggio 2009

FOGGIA - C'è una processione, in Italia, che finisce col lancio dai balconi di pane, formaggio, verdure e grandi bevute di latte e di vino che zampillano da una fontana: è la processione del 26 maggio, quella in onore di San Filippo Neri, quando a Roseto Valfortore (Foggia) si celebra la festa per il santo patrono che veglia sul destino di uno dei borghi riconosciuto dall’Anci tra i più belli del Bel Paese. 

E Roseto Valfortore, nel nome del suo protettore, questa settimana si prepara a quattro giorni tutti speciali. Sabato 23 maggio, il paese ospiterà la Fanfara dei Bersaglieri di Calabria che ricambierà l’accoglienza riempiendo vie e piazze di musica e allegria. Domenica 24, l’associazione «La Rocchetta» animerà la sesta edizione del raduno equestre, con passeggiate a cavallo, un percorso della durata di tre ore all’interno dei boschi e una maxi grigliata nel centro visite comunale dei Mulini a Vento. Lunedì la festa continuerà con i preparativi che precedono il giorno dedicato al patrono. 

Martedì 26 maggio, infine, la giornata più suggestiva di tutte, quella cui partecipa un intero paese. Il momento più importante della festa in onore di San Filippo Neri è quello in cui la statua del santo arriva in Piazza Castello. È qui, a pochi metri dalla Chiesa Madre, davanti al grande arco di pietra che apre le porte sul borgo antico, che le celebrazioni raggiungono il loro culmine con il lancio di pezzi di pane e di formaggio. 

In piazza, attraverso uno zampillo appositamente installato, vengono somministrati latte e vino, simbolo di ricchezza e dell’abbondanza offerta dalla terra madre. È un momento magico, soprattutto per i bambini. Mento in su e occhi al cielo, sono i più piccoli – armati di buste – a cercare di accaparrarsi il maggior numero di pezzi di pane e di formaggio, senza trascurare le verdure che piovono dall’alto. Si tratta di una tradizione antichissima, un rito che si ripeterà ancora una volta il prossimo 26 maggio.
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