Giovedì 18 Agosto 2022 | 22:38

In Puglia e Basilicata

Accordo Italia-Russia: arriva in Puglia il gasdotto South Stream

Accordo Italia-Russia: arriva in Puglia il gasdotto South Stream
Il gas, partendo dalla Russia e passando sotto il Mar Nero, a 2000 mt di profondità arriverà in Bulgaria e di lì biforcherà il suo percorso: una parte andrà verso l'Austria; un'altra andrà a Sud. Passando per la Grecia e viaggiando sotto l’Adriatico avrà per terminale la Puglia. Lo ha sottolineato Mauro De Bonis, giornalista di «Limes», intervenendo al 1° forum italo-russo ospitato dalla Camera di Commercio. Ma a Bari, la Russia da qualche tempo è di casa. Gazprom Neft ha acquisito nelle scorse settimane un impianto che produce nel capoluogo olii e lubrificanti, di proprietà di Chevron Italia

19 Maggio 2009

È la Puglia il punto d’arrivo del gasdotto South Stream, nel Sud dell’Europa, al centro dell’accordo Italia- Russia siglato il 15 maggio a Mosca dall’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, e dal presidente di Gazprom, Alexei Miller. Il gas, partendo dalla Russia e passando sotto il Mar Nero, a 2000 mt di profondità (l’appalto per il trasporto è stato già vinto da Saipem, gruppo Finmeccanica), arriverà in Bulgaria e di lì biforcherà il suo percorso: una parte andrà a Nord verso l’Austria; un’altra andrà a Sud. Passando per la Grecia e viaggiando sotto l’Adriatico avrà per terminale la Puglia.

Lo ha sottolineato Mauro De Bonis, giornalista di «Limes», intervenendo al 1° forum italo-russo ospitato dalla Camera di Commercio e promosso dallo Sportello Russia dell’Aicai, diretto da Rocky Malatesta, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Russa e l'AssoApulian. L’EuRussia comincia così a muovere i primi passi. E lo fa sul fronte energetico dando un ruolo importante all’Italia, porta d’Europa ed alla Puglia, che di quella porta, è indubbiamente avamposto. 

«L’intesa South Stream - ha detto Evgeny Utkin, economista e giornalista russo - prevede l’ampliamento della capacità di trasporto del gasdotto da 31 a 47 miliardi di metri cubi di gas l’anno e questo farà del porto di Bari un importante hub energetico». 

Non solo. «La costruzione del gasdotto - ha evidenziato il prof. Federico Pirro, professore di Storia dell’Industria all’Università di Bari - apre importanti prospettive per il territorio, ed in particolare per l’Ilva di Taranto, che ha già prodotto in passato tubi per metanodotti e oleodotti sottomarini. La tenuta di queste commesse consente all’Ilva di Taranto di ridurre la cassa integrazione». Ma a Bari, la Russia da qualche tempo è di casa. Gazprom Neft ha acquisito nelle scorse settimane un impianto che produce nel capoluogo olii e lubrificanti, di proprietà di Chevron Italia.
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