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In Puglia e Basilicata

Pd Puglia: no al nucleare domani Consiglio "rovente"

Pd Puglia: no al nucleare domani Consiglio "rovente"
Il Pd è promotore di un ordine del giorno sul tema che sarà discusso nella seduta di domani, chiederà «un “no”, senza se e senza ma, al nucleare». Ma dal centrodestra contrattaccano: «L'indegna canèa in atto su un'inesistente ipotesi di costruzione di una centrale nucleare in Puglia, con la quale una sinistra disperata tenta un impossibile recupero elettorale, si fonda in realtà - dice Roberto Ruocco, capogruppo di An - su inquietanti vuoti di memoria. Si tratta infatti degli stessi soggetti politici, e talora anche umani come l’on. D’Alema, che sostenevano con forza negli anni '80 la realizzazione di una centrale nel Brindisino, o che - come l'Udc e l'on. Poli Bortone - nemmeno un anno fa si presentavano all'elettorato con il nucleare bene in vista nei loro programmi elettorali»

18 Maggio 2009

BARI - Continuano le polemiche in Puglia sulla possibilità che il governo preveda l’installazione di siti nucleari nella regione dopo che il Senato ha approvato il ritorno al nucleare col ddl «Sviluppo». E il consiglio regionale si appresta nella seduta di domani ad affrontare il tema in un dibattito sull’odg del Pd che, visto il clima, non potrà che essere acceso. 

«I dati dell’Arpa sulle emissioni industriali regalano alla Puglia la maglia nera tra le regioni italiane e oggi quella stessa destra, con diabolica coerenza - attacca il capogruppo Pd alla Regione Antonio Maniglio - pensa di insediare in Puglia una centrale a nucleare». E altro che vecchie mappe, «ci sono pronunciamenti espliciti, di questi mesi, da parte di autorevoli rappresentanti del governo, che puntano a costruire in Puglia un impianto nucleare». 

Per questo il Pd, promotore di un ordine del giorno sul tema che sarà discusso nella seduta di domani, chiederà «un “no”, senza se e senza ma, al nucleare». Ma dal centrodestra contrattaccano: «L’indegna canèa in atto su un’inesistente ipotesi di costruzione di una centrale nucleare in Puglia, con la quale una sinistra disperata tenta un impossibile recupero elettorale, si fonda in realtà - dice Roberto Ruocco, capogruppo di An - su inquietanti vuoti di memoria. Si tratta infatti degli stessi soggetti politici, e talora anche umani come l’on. D’Alema, che sostenevano con forza negli anni '80 la realizzazione di una centrale nel Brindisino, o che - come l’Udc e l’on. Poli Bortone - nemmeno un anno fa si presentavano all’elettorato con il nucleare bene in vista nei loro programmi elettorali». Non solo, nel consiglio regionale convocato domani «non vi è alcun bisogno di ribadire scelte già contenute nel Pear, se non per inscenare una manifestazione elettorale che si infrangerà contro il buonsenso e l’intelligenza dei pugliesi».

Balle, interviene l’assessore all’Ecologia Michele Losappio, cercate «di cloroformizzare l’indignazione dell’opinione pubblica su possibili centrali o di siti di stoccaggio per scorie nucleari nella nostra Regione con dichiarazioni tranquillizzanti dove si alterna il “nulla ancora è stato deciso” al “nulla si farà senza le Regioni”. E sono due colossali bugie». Non solo il Senato, ha dato «carta bianca al Governo che potrà varare dei decreti nei quali verranno indicati senza possibilità di confutazione e di contestazione i criteri per localizzare i siti», ma «le Regioni non potranno intervenire con nessun potere di veto perché la Legge prevede solo un “parere” non vincolante della Conferenza Unificata, parere che consente al più di registrare il dissenso della malcapitata Regione». 

Gli dà man forte Michele Ventricelli, consigliere di Sd e coordinatore di «Sinistra e libertà»: pieno «sostegno a qualsiasi battaglia la regione o i movimenti spontanei decideranno di metter su contro le imposizione del governo Berlusconi. Il nostro non è un rifiuto ideologico - spiega - siamo la regione che ha dato prova con coraggio di saper ricercare e adottare politiche di energie alternative che in questi anni stanno dando i loro frutti. Grazie al lavoro del governo Vendola siamo la regione capofila per la produzione di energia eolica e fotovoltaica. Abbiamo fatto scelte politiche e di governo concrete e serie. Costruire delle centrali nucleari qui in Puglia avrebbe un impatto molto forte non solo per l’ambiente ma anche per il suo bilancio economico che nella maggior parte si alimenta di turismo. Non dimentichiamo che tra i siti individuati c’è la cittadina di Ostuni, uno dei poli di attrazione turistica ed economica maggiore della Puglia. La nostra regione - sottolinea - produce già gran parte dell’energia utile al resto d’Italia e già paga un forte contributo ambientale all’Italia. Occorre fare chiarezza sulla vicenda e sui prossimi suoi sviluppi mantenendo ben salde le nostre posizioni». 

I consiglieri regionali dell’Udc Antonio Scalera e Carlo Laurora, invece, invitano «le classi dirigenti dei vari territori regionali a non utilizzare tale materia per scopi propagandistici e demagogici. Non si strumentalizzi per fini elettorali una materia di ingente e delicata portata come quella dell’energia nucleare che comprende ambiente, sanità e qualità della vita - dichiara il capogruppo Scalera - in un periodo in cui risulta facile imbonire piuttosto che affrontare seriamente e concretamente le differenti questioni politico- amministrative del Paese».

«Fermo restando il più volte dichiarato parere favorevole del gruppo dell’Udc - aggiunge il vicecapogruppo in consiglio regionale - invitiamo i partiti, gli schieramenti, gli amministratori a non adoperare il nucleare in maniera ideologicamente manichea. Si tratta di un argomento che merita approfondimenti, attenzione e grande senso di responsabilità, una materia, insomma, alla quale non si può rispondere semplicisticamente con secchi sì o no».
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