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In Puglia e Basilicata

«Certificazioni nulle Bloccate Copersalento»

«Certificazioni nulle Bloccate Copersalento»
di CAMILLO DE DONNO
Il sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, spiega le irregolarità dell'impianto. «Non può essere consentita alcuna attività neanche la sperimentazione» «Diffidate» Maglie e Provincia «Gli allevamenti interessati dall’inquinamento sono passati da tre a 16 l’emergenza non è finita»

17 Maggio 2009

di CAMILLO DE DONNO 

MELPIGNANO - Certificazioni edilizie inesistenti e mancato adeguamento dell’impianto. Queste le ragioni per cui a Copersalento non può essere consentita alcuna attività (sperimentazione compresa). Questo è ciò che il sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, ha «mandato a dire», per il tramite dell’ufficiale giudiziario, al comune di Maglie ed alla Provincia. Nell’atto di diffida si invitano le due amministrazioni a revocare i nulla osta che stanno consentendo l’attuale periodo di prova; tanto perché la società non dispone di licenze edilizie e, di conseguenza, neppure dell’attestato di agibilità degli impianti. Nello stesso documento si rimarca che l’ordinanza di sospensione firmata Antonio Fitto subordinava il riavvio degli impianti al loro adeguamento, non risulta però che sia stata mai alcuna verifica degli interventi che Copersalento asserisce di aver eseguito. 

Ma non solo, Sergio Blasi ricorda che il sindaco di Maglie adottò il provvedimento di sospensione anche a seguito dell’allarme sociale generato dall’inquinamento da diossine: «Allora - dice - erano tre gli allevamenti che risultavano contaminati, ora siamo a 16, non si capisce come quell’allarme possa considerarsi rientrato. Insomma non ci sono i presupposti neppure per consentire una prova». Balsi in questa possibilità concessa a Copersalento legge un atto di benevolenza: «Sembra una questione gestita in maniera domestica, quello stabilimento è una delle realtà industriali più invasive, ma è stato gestito come si trattasse delle merceria sotto casa». Inoltre il sindaco di Melpignano chiarisce che vi sono responsabilità pregresse, perciò non addebita tutto all’attuale amministrazione ed all’attuale sindaco, tuttavia Antonio Fitto dovrebbe sentire «il dovere morale ed avere il buon gusto di spiegare i suoi rapporti professionali con Copersalento». Per questo è sempre valida la disponibilità di Blasi ad un dibattito in piazza. 

Ultimo capitolo le aule di giustizia: «Il 21 maggio è fissata l’udienza che vede imputata la dirigenza di Copersalento, Fitto non lo dimentichi e sappia che nessuno dal tribunale andrà a casa sua per chiedergli che Maglie si costituisca parte civile; io gli chiedo uno scatto di dignità».
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