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In Puglia e Basilicata

Brindisi: «Ad 82 anni, troppi 4 mesi tra visita e controlli»

Brindisi: «Ad 82 anni, troppi 4 mesi tra visita e controlli»
di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 
Un anziano denuncia le liste di attesa inaccettabili e la disattenzione e freddezza degli operatori. «Ho esposto l’accaduto all’Ufficio relazioni con il pubblico, mi è stato detto che non potevano intervenire». «Quanto mi è accaduto non è solo malasanità, c’è anche una buona dose di cattiva educazione e scarsa umanità». «Il sistema va rivisitato nel suo complesso. Non sono un esperto ma il rapporto con gli utenti non è sano»
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17 Maggio 2009

di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 

BRINDISI - «Ma dove è finita l’etica del medico? La sua umanità? L’attenzione verso il malato? Si sottovaluta la salute del paziente mettendone a rischio la vita dietro l’alibi di una burocrazia esasperata e ingiusta». A. C.(le iniziali, ovviamente, per ragioni di privacy) ha ottantadue anni, un’età importante, eppure se ne dichiarasse una decina in meno, non si avrebbe nulla da obiettare: l’orologio biologico, quello che conta, sfida l’età l’anagrafica. È vedovo e vive da solo con una piccola pensione. Con energia e amarezza denuncia: «Quanto mi è accaduto è solo in parte malasanità, è anche maleducazione e scarsa umanità». Si siede e racconta. 

«Tempo fa, mi sono recato presso il distretto di via Dalmazia per prenotare una visita nefrologica. Ho dovuto attendere due mesi. Finalmente, l’altra settimana sono stato visitato dal medico della Asl. Mi ha prescritto alcuni accertamenti, esami del sangue e un’ecografia renale, raccomandandomi di tornare per la cura. Per non perdere altro tempo, preoccupato per i disturbi che accusavo, ho eseguito l’eco a pagamento presso una casa di cura privata. È stata una mia scelta e fin qui nulla da obiettare. Il problema è sorto quando ultimati tutti gli esami sono tornato in via Dalmazia per sottoporre allo specialista le indagini eseguite. Speravo che i tempi sarebbero stati rapidi, anche perchè mi è stata riscontrata un’insuf ficienza renale -, prosegue molto agitato -. Nemmeno per idea. 

L’addetta allo sportello prenotazioni mi dice: “Non posso darle l’appuntamento, è tutto bloccato. Posso solo dirle che il nefrologo visita venerdì, si affacci in ambulatorio, se si tratta solo di dare uno sguardo agli esami, magari la riceve”». «Ho seguito il consiglio dell’operatrice - continua - sono andato dal nefrologo ed ho atteso nell’atrio. Il medico però era assente. Così ho pensato di consegnare la documentazione all’infermiera. Proprio in quel momento è giunto il medico. Chiedo se dopo aver visitato gli altri pazienti già prenotati, può dare un’occhiata ai miei esami, in modo che possa iniziare la terapia. Risponde che non può farlo perchè sono senza prenotazione». 

«”Non può farlo ora? Non vorrei correre rischi, se mi fissano la visita tra due mesi ...” faccio notare. Ma il medico è irremovibile, privo di comprensione: “Non posso farci niente”». L’anziano torna allo sportello prenotazioni per protestare. Si sente chiamare dal medico che nel frattempo ci aveva ripensato: «Le prenotazioni sono state riaperte, ne approfitti». Va. Ma resta senza parole quando l’operatrice con candore gli consegna il modulo con la data dell’appuntamento: «3 luglio». «Due mesi - afferma A. C. solo per leggere degli esami. Sono indignato, è un’ingiustizia. Sarò costretto a rivolgermi ad uno specialiista a pagamento». 

Non contento, armatosi di pazienza, prima di rivolgersi alla Gazzetta decide di fare un ultimo tentativo segnalando il proprio disappunto all’Ufficio relazioni con il pubbblico. «Ho esposto il mio caso ma non è andata meglio. L’impiegato non è stato prodigo di consigli e di soluzioni, si è limitato ad un semplice: “Non posso intervenire”. Ecco perchè ho deciso di venire al giornale, sono deluso e molto amareggiato». 
Diceva Luther King: «La disumanità dell’uomo non si materializza solo negli atti corrosivi dei malvagi, ma anche nella corruttrice inattività dei buoni». Il cittadino, malgrado le ottantadue primavere, non si è reso complice, non è stato inattivo. Il suo senso civico lo ha spinto a segnalare il grave disservizio: le eccessive liste di attesa che rischiano di mettere a repentaglio la vita del malato. «Il sistema, forse, va rivisitato nel suo complesso - dice l’anziano -. Non sono un esperto ma da cittadino rilevo che il rapporto con gli utenti non è sano, dovrebbe essere fondato su una maggiore consapevolezza delle loro esigenze».

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