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In Puglia e Basilicata

A Torino le "tute blu" di Puglia e Basilicata

A Torino le "tute blu" di Puglia e Basilicata
Anche le "tute blu" di Puglia e Basilicata hanno sfilato oggi, a Torino, per chiedere garanzie sul futuro delle fabbriche italiane e dei posti di lavoro. In strada erano in 15.000 (8.000 secondo la Questura) e tutto sarebbe filato liscio se alla manifestazione - indetta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic - non ci fossero stati tafferugli (pare provocati dai Cobas) e l'aggressione al leader della Fiom, Gianni Rinaldini. Ha sfilato anche il gonfalone della Regione Puglia e, con gli operai, c'era il governatore della Puglia, Nichi Vendola. Il segretario regionale della Basilicata della Fiom Cgil, Giuseppe Cillis: a Melfi già arrivano operai esterni. Il segretario regionale della Fim Cisl Basilicata, Antonio Zenga: Marchionne incontri le parti sociali eppoi chiuda la trattativa con Opel
• Vendola: Sinistra e libertà è contro qualsiasi ipotesi di licenziamento

16 Maggio 2009

BARI – Anche le "tute blu" di Puglia e Basilicata hanno sfilato oggi, a Torino, per chiedere garanzie sul futuro delle fabbriche italiane e dei posti di lavoro. In strada erano in 15.000 (8.000 secondo la Questura) e tutto sarebbe filato liscio se alla manifestazione - indetta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic - non ci forssero stati tafferugli (pare provocati dai Cobas) e l’aggressione al leader della Fiom, Gianni Rinaldini. 

Il piano Opel, che la Fiat presenterà al governo tedesco entro il 20 maggio, preoccupa i lavoratori di tutto il gruppo e della componentistica auto, ma anche le istituzioni locali. Non nasconde i timori il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, che ha chiesto un incontro a Marchionne. E, da Berlino, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, afferma: «Noi vogliamo aprire con la Fiat una trattativa, una vera trattativa, che abbia come obiettivo, almeno per quanto riguarda l'Italia, il mantenimento dei siti e dell’occupazione: vogliamo discutere con la Fiat come questo obiettivo viene raggiunto». 

SFILA IL GONFALONE DELLA REGIONE PUGLIA
"Da Nord a Sud la Fiat cresce solo con noi", dice lo striscione che apre il corteo, nel quale sono visibili i gonfaloni delle Regioni Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia. La voglia è quella di essere uniti e, per questo gli scontri finali, durante i comizi, lasciano amarezza e suscitano timori sulle prospettive di una lotta che è solo alle prime battute. I più vivaci sono gli operai di Pomigliano, arrivati a Torino con un treno speciale, che raggiungono Mirafiori in corteo dalla stazione e bloccano il traffico. Indossano tutti una maglietta bianca con la scritta rossa "Pomigliano non si tocca": «saremo irremovibili» avverte il sindaco della cittadina campana, Antonio Della Ratta; «Bene Chrysler, bene Opel, ma serve subito un tavolo con il governo ai massimi livelli», afferma il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Nel corteo gli operai di Pomigliano sono in testa, con quelli di Termini Imerese, l’altro stabilimento a rischio. Rinaldini annuncia il blocco degli straordinari e di ogni forma di flessibilità; per il numero uno della Fim, Giuseppe Farina, «è ridicolo che la Fiat discuta con il governo statunitense e con quello tedesco e con i sindacati di quei Paesi, ma non dica nulla in Italia». Eros Panicali, responsabile nazionale del settore Auto per la Uilm, vuole che il tavolo sia presso la presidenza del Consiglio, mentre il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo, accusa il governo «totalmente assente sia nei riguardi della Fiat sia di qualunque idea attiva do politica industriale». «La richiesta del sindacato di avere un tavolo nazionale per affrontare le ricadute degli accordi internazionali della Fiat – spiega il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino – è assolutamente sensata. Io sono qui per sostenere questa richiesta». 

TRA GLI OPERAI C'E' NICHI VENDOLA
Sfila con gli operai anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola che vuole le Regioni al tavolo. Il percorso del corteo è lungo, ma la manifestazione si svolge in un clima tranquillo. I tafferugli sono solo alla fine, durante i comizi sul palco allestito davanti alla palazzina del Lingotto. La contestazione inizia a sorpresa durante l'intervento di Farina. Gli gridano «venduto, venduto» e gli tolgono l’audio. Il segretario della Fim-Cisl finisce di parlare, ma i Cobas raggiungono il palco. Ci sono spintoni, Rinaldini viene strattonato e tirato giù dal palco, ma riesce comunque a concludere il suo intervento. Viene colpito con una cinghiata anche il segretario generale della Uilm piemontese, Maurizio Peverati. Un rappresentante dei Cobas prende la parola e improvvisa un intervento. I leader confederali lasciano il Lingotto, si allontanano anche i lavoratori. Finisce un pò mestamente la prima giornata di protesta in difesa dei posti di lavoro delle fabbriche del Sud e del Nord. 

FIOM-CGIL: A MELFI ARRIVANO OPERAI ESTERNI
Nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat “rispetto all’attuale produzione di 1.500 auto giornaliere” ma anche in alcune aziende dell’indotto industriale come “la Ergom, la Magneti Marelli e l’Itca” si provvederà dalla prossima settimana “a riallineare i livelli occupazionali, facendo ricorso a soluzioni esterne che non interesseranno i lavoratori lucani”. 

Lo ha detto in una dichiarazione il segretario regionale della Basilicata della Fiom Cgil, Giuseppe Cillis, che oggi ha partecipato alla manifestazione nazionale di Torino promossa dalle organizzazioni della categoria per sollecitare il nuovo piano industriale del gruppo Fiat. “Come sindacato – ha continuato Cillis – siamo contrari alla notizia di questa ipotesi di riallineamento, che ci è giunta dai canali ufficiali della Fiom nazionale, perchè non prende in considerazione l’utilizzo di operai lucani e chiediamo l'intervento del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. Finora la nostra regione ha dato prova di solidarietà accogliendo i 300 operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Adesso è arrivato il momento che la solidarietà, in questo periodo difficile – ha concluso – venga dimostrata anche ai giovani lucani in cerca di occupazione”.

FIM-CISL BASILICATA A MARCHIONNE: PRIMA TRATTATIVA IN ITALIA, EPPOI SI CHIUDE TRATTATIVA CON OPEL
Il segretario regionale della Basilicata della Fim Cisl Basilicata, Antonio Zenga, in una nota, ha detto di “accogliere con cautela le parole di Marchionne sulla opportunità di un incontro con il governo italiano e con il sindacato per fare il punto sulle strategie del Lingotto”. 

Zenga – che ha partecipato alla manifestazione di Torino – ha spiegato che “Marchionne dice una cosa giusta e una sbagliata. Quella giusta è che serve un tavolo di confronto tra le parti, quella sbagliata è che per avviare il confronto bisogna attendere che siano definite le trattative con Opel. Sarebbe il caso, al contrario, di avviare la trattativa con sindacato e governo prima di assumere decisioni che potrebbe avere ricadute significative in termini produttivi e occupazionali su tutto il sistema Fiat nazionale”. Il sindacalista ha sollecitato il governo a mettere in campo “misure più incisive a sostegno del più importante settore industriale italiano che vale l’11 per cento del prodotto nazionale”.
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