Mercoledì 17 Agosto 2022 | 17:52

In Puglia e Basilicata

Bari: «Giustizia al collasso»

Bari: «Giustizia al collasso»
di LUCA NATILE 
La giustizia barese è discriminata dal ministero. Magistrati e avvocati, insieme, lanciano un grido di allarme. Nessun aumento di organico tra i giudici, i sostituti procuratori e gli impiegati. Drammatico il confronto con altre sedi giudiziarie, come Catania, Palermo o Reggio Calabria, dove la presenza del fenomeno mafioso ha portato ad un rafforzamento degli uffici giudiziari. A Bari invece - sottolieano Casciaro dell’Assocazione magistrati e Virgintino dell’ordine forense - la pianta organica è rimasta ferma al 1969.

16 Maggio 2009

di LUCA NATILE 

«O riconoscono che Bari è terra di mafia, mettendoci nelle condizioni di avere più magistrati, più giudici, più personale amministrativo oppure ci dicano che la mafia non esiste. Sedi giudiziarie come Palermo, Catania, Reggio Calabria hanno beneficiato di corposi incrementi di organico in considerazione dei fenomeni mafiosi che affliggono quelle realtà. Per Bari non s’è dimostrata analoga sensibilità, pur essendosi celebrati in questi anni, innumerovoli processi contro clan mafiosi che, con i loro fecondi traffici illeciti, condizionano pesantemente l’economia locale. Allora non esiste la mafia a Bari?». 

La giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, presieduta da Salvatore Casciaro, insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati, guidato da Manuele Virgintino e le associazioni forensi del circondario alzano la voce, mosse dalla preoccupazione crescente per la «gravissima e perdurante carenza delle piante organiche dei magistrati e del personale amministrativo nel tribunale di Bari». Non si è ancora spento il clamore suscitato in tutt’Italia per le scarcerazioni - un mese fa - degli affiliati al clan Striscuglio a causa del ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza. Un ritardo causato dall’eccesivo carico di lavoro a palazzo di giustizia.

Una situazione, quella barese - hanno spiegato gli avvocati ed i magistrati baresi, riuniti ieri mattina in un confronto aperto con l’opinione pubblica e la stampa - che «denota una evidente disparità tra lo stesso ufficio giudiziario rispetto ad altri uffici, omologhi per popolazione e per tipologia di reati. Una situazione insostenibile». 
Le cifre parlano chiaro ed esprimono, in termini di raffronto, quando penalizzante sia la situazione negli uffici giudiziari baresi. Nella procura di Bari sono in servizio 28 sostituti procuratori, 8 dei quali della Dda, che fanno fronte alle esigenze della popolazione del circondario di oltre un milione di persone (esattamente 1.035.515). Palermo e Catania, nel cui circondario vi sono rispettivamente 938.767 e 964.709 abitanti hanno rispettivamente 64 e 40 sostituti con una incidenza di procedimenti noti sopravvenuti al dicembre 2007 per ciascun pm che è inferiore alla metà di quella dei loro colleghi baresi.
Sempre a proposito di terre di mafia, gli uffici giudiziari di Napoli che assistono una popolazione di 2.081.916, hanno a disposizione 107 sostituti, 20 dei quali Dda. Per quanto riguarda invece i giudici, Bari ne ha in organico 86, Palermo 125, Catania 110, Napoli 348. 

«Emblematica e particolarmente allarmante» è definita la situazione nella sezione lavoro del tribunale di Bari che ha pendenze superiori a 90.000 cause, sopravvenienze nell’ordine di 30.000 cause all’anno a fronte di un organico di 13 giudici oltre al presidente della sezione. «Pur avendo pendenze analoghe - lamentano magistrati e avvocati baresi - il tribunale del lavoro di Napoli ha ben 48 giudici e il tribunale di Roma, con 32.000 pendenze e 40.000 sopravvenienze all’anno, dispone addirittura di 63 giudici». 

Una bacchettata all’amministrazione locale è arrivata da Casciaro e Virgintino, riguardo alla situazione dell’edilizia giudiziaria. «È un caso paradossale. Per il palazzo in cui hanno sede gli uffici della Procura, in conseguenza della sentenza della Corte di appello, la Ripartizione Urbanistica del Comune ha attivato la procedura per inibire lo svolgimento dell’at - tività giudiziaria all’interno dei locali senza che sia stato reperito e reso agibile altro immobile. Non parliamo poi dell’assoluta inadeguatezza anche degli uffici minorili. Questo chiama direttamente in causa le responsabilità delle amministrazioni locali che si sono succedute negli anni». 

Sul problema degli organici Salvatore Casciaro ha detto: «La pianta organica di Bari è ferma al 1969. Siamo stanchi di essere additati come i responsabili dei tempi lunghi e del cattivo funzionamento della giustizia. Il lavoro del tribunale civile, ad esempio è cresciuto negli ultimi 4 anni del 50%. Bari è fanalino di coda nazionale nonostante i suoi giudici siano tra i più produttivi. Un altro paradosso che va risolto». 
Il presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino ha sottoposto il problema della carenza degli organici di giudici e personale amministrativo al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia. Ieri il ministero ha risposto, come? «In maniera deludentissima - ha dichiarato Savino - con una indicazione che lascia aperto un debole spiraglio alla speranza di un rafforzamento del numero dei giudici ma chiude completamente ogni prospettiva di aumento per quello che riguarda il personale amministrativo. Io non sono abituato a lamentarmi, è una cosa penosa. È mia abitudine rimboccarmi le maniche e trovare sempre e comunque una soluzione ai problemi. Questa volta però ci troviamo di fronte ad una situazione molto grave». 

Ha aggiunto Savino: «Dopo la morte di Aldo Moro la Puglia non conta più nulla a livello nazionale. Qui si continua a parlarsi addosso, a contrapporsi mentre in altre regioni le parti politiche trovano unità e raggiungono risultati importanti. Il Ministero deve intervenire - prosegue Savino - per aumentare l’organico del Tribunale di Bari, questa è una priorità dalla quale non possiamo prescindere e che la politica deve fare propria».
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