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In Puglia e Basilicata

Il sindaco di Lecce  senza maggioranza

Il sindaco di Lecce  senza maggioranza
«Sono stato utilizzato come un killer per “far fuori” Adriana Poli Bortone dalla Giunta e poi sono stato messo da parte senza neppure un grazie». Wojtek Pankiewicz, il consigliere comunale del Centro moderato, ha ufficialmente ritirato la fiducia al primo cittadino Perrone e la candidatura, per conto de “La Puglia prima di tutto”, nel collegio leccese Centro- Mazzini alle prossime Provinciali

15 Maggio 2009

di FABIO CASILLI

LECCE - «Sono stato utilizzato come un killer per “far fuori” Adriana Poli Bortone dalla Giunta e poi sono stato messo da parte senza neppure un grazie». Wojtek Pankiewicz, il consigliere comunale del Centro moderato, ieri ha ufficialmente ritirato la fiducia al sindaco Paolo Perrone e la candidatura, per conto de “La Puglia prima di tutto” nel collegio leccese Centro- Mazzini alle prossime Provinciali. In particolare la prima decisione non è di poco conto perché, senza di lui, il primo cittadino leccese potrebbe non avere più una maggioranza a Palazzo Carafa.

Al termine dell’ultimo Consiglio comunale, che ha sancito l’esclusione della Poli dalla Giunta e il movimento “Io Sud” dalla maggioranza, infatti, sono stati in 20 a sollecitare Perrone a «proseguire l’attività amministrativa». Senza Pankiewicz scenderebbero a 19 (20 con il sindaco) su complessivi 40 consiglieri comunali. Alla base della presa di posizione dell’espo - nente del Centro moderato ci sarebbe il mancato rispetto di un accordo politico-amministrativo da parte di Perrone. «Per favore nessuno osi parlare di ricatti da parte mia per pretendere assessorati - ha voluto chiarire ieri Pankiewicz - Qui siamo davanti ad un progetto politico nobile. Io ho condiviso il programma amministrativo del sindaco, integrandolo con alcune mie priorità, come quella di fare di Lecce un laboratorio virtuoso sul Federalismo. Io non sono mai andato, come qualcuno ha detto, dietro alla porta di Perrone con il cappello in mano. Circa tre mesi fa, tra il sindaco e il Centro moderato, da me rappresentato, si è concluso un accordo proposto dallo stesso Perrone. Quell 'accordo, partendo dalla condivisione del prog ramma politico-am- ministrati- vo, prevedeva il mio ingresso in maggioranza e, quindi, in Giunta entro e non oltre la data di presentazione delle liste per le Provinciali. Ma tale termine è abbondantemente scaduto e l’impegno non è stato mantenuto».

In realtà, il sindaco non sarebbe contrario all’ingresso di Pankiewicz nel suo esecutivo, pur avendo riscontrato all’interno della sua maggioranza diverse posizioni contrarie; in particolare, da parte di quanti, sia ex Forza Italia che ex An, attendono da tempo un incarico assessorile. Il primo cittadino, però, vorrebbe attendere il pronunciamento della Giustizia amministrativa, alla quale la Poli e i suoi presenteranno a breve un ricorso. «Ma Perrone me lo poteva dire prima che non poteva prendere impegni politici per conto della sua maggioranza - ha rincarato la dose Pankiewicz - Prima del mio voto favorevole al Bilancio e prima del mio sì, lunedì scorso, all’o rd i n e del giorno dei capigruppo di maggioranza. Invece, mi hanno utilizzato per fare fuori la Poli dalla Giunta e di questo mi scuso con la senatrice nei confronti della quale provo grande ammirazione. Apprezzo anche l’impegno di Perrone, al quale confermo la mia stima e la mia ammirazione, ma ritiro il mio sostegno alla Giunta, ritornando nella minoranza, e ritiro logicamente anche la mia candidatura alle elezioni Provinciali».

Per farlo desistere da questa presa di posizione, che era nota già da mercoledì pomeriggio, ieri l’esponente ha raccontato di aver ricevuto numerosissime pressioni dal centrodestra. «Mi hanno cercato in tanti e a tutti i livelli, chiedendomi di attendere ancora un po’ - ha rivelato Pankiewicz -Ma proprio perché io non ne faccio una questione di poltrone e considero la politica come servizio nei confronti degli altri, non essendo stati rispettati gli accordi presi, preferisco tornare a fare quello che facevo prima».
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