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In Puglia e Basilicata

Minacce di morte a Cc e a pm di Bari e Campobasso

Minacce di morte a Cc e a pm di Bari e Campobasso
Tre lettere contenenti minacce di morte, almeno una delle quali con un proiettile all'interno, sono state recapitate a due magistrati e ad un ufficiale dei carabinieri che in Puglia e Molise si sono occupati per motivi diversi dell'inchiesta dell'antimafia molisana chiamata "Piedi d'argilla" (riguardante presunti abusi nella costruzione della variante autostradale di Venafro, appaltata dall'Anas per 80 milioni di euro). Le missive, tutte scritte al computer, sono arrivate al coordinatore della Dda di Bari, Marco Dinapoli, il procuratore aggiunto titolare di inchieste a carico di magistrati in servizio a Campobasso; al sostituto procuratore della Dda di Campobasso Nicola D'Angelo, e all'ex comandante dei carabinieri di Venafro (Isernia) Antonio Bandelli, ora in servizio a Foggia

14 Maggio 2009

BARI - Tre lettere contenenti minacce di morte, almeno una delle quali con un proiettile all’interno, sono state recapitate a due magistrati e ad un ufficiale dei carabinieri che in Puglia e Molise si sono occupati per motivi diversi dell’inchiesta dell’antimafia molisana chiamata Piedi d’argilla. Quest’indagine, alla quale secondo gli investigatori baresi sarebbero legate le minacce, riguarda presunti abusi nella costruzione della variante autostradale di Venafro, appaltata dall’Anas per 80 milioni di euro. 

Le missive, tutte scritte al computer utilizzando caratteri maiuscoli, sono arrivate al coordinatore della Dda di Bari, Marco Dinapoli, il procuratore aggiunto titolare di inchieste a carico di magistrati in servizio a Campobasso, al sostituto procuratore della Dda di Campobasso Nicola D’Angelo, e all’ex comandante dei carabinieri di Venafro (Isernia) Antonio Bandelli, ora in servizio a Foggia. 

La missiva consegnata a Dinapoli comincia così: “Non sei riuscito a stare al tuo posto. E’ arrivato il momento di restare fermo per sempre”. E si conclude con un’altra minaccia: “Ti faremo noi la festa e ci saranno confetti per tutti”. Nelle lettere recapitate a D’Angelo e (quella con un proiettile) al capitano Bandelli c'è scritto: “Ogni volta che vai in giro guardati intorno perchè vicino a te potrebbe esserci qualcuno di noi. Vivi preoccupato. Vivi fino a quando te lo faremo fare, Ti ricordi i Piedi d’argilla? Ricordi quando hai rotto le palle a La Venuta (Antonio, l’allora procuratore di Isernia indagato a Bari, ndr) fai il bravo. Stai buono e tu, tua moglie e tuo figlio continuerete a godere di buona salute”.
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