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In Puglia e Basilicata

Scandalo Polstrada a Lecce convocate imprese e camionisti

Scandalo Polstrada a Lecce convocate imprese e camionisti
Al via la seconda fase dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sedici agenti della stradale per associazione per delinquere finalizzata alla concussione. Gli arrestati ai primi interrogatori hanno scelto di restare in silenzio
• Dalle intercettazioni: vino e ortaggi gratis, ma anche il pieno di benzina

14 Maggio 2009

LECCE - Ora tocca agli imprenditori e ai conducenti di camion e furgoni. Saranno sentiti, uno ad uno, quelli che hanno dato denaro e fatto «regali» agli agenti della Stradale per evitare multe. Finora, per non scoprire le indagini condotte con intercettazioni e rilevamenti col Gps, non sono stati ascoltati. Adesso, però, è giunto il momento di acquisire le prove dichiarative. Imprenditori e camionisti (poco più di un centinaio) saranno sentiti come persone offese. Sono le «vittime» degli episodi di concussione commessi dai 17 agenti della polizia stradale che, creando una sorta di organizzazione parallela, si sarebbero dedicati «ad una sistematica consumazione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica». 

La concussione, infatti, è il reato che viene contestato al pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri, costringe o induce qualcuno a dare denaro o altra utilità. E le «divise chiacchierate» avrebbero ottenuto materiale per l’edilizia, mozzarelle, carne, salumi, caffè, servizi di posate, vino e birra. Accuse pesanti per le quali si rischia grosso. Forse anche per questo motivo nel primo giorno di interrogatori di garanzia, i poliziotti raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere hanno scelto un «silenzio prudente» nell’ottica, forse, di conoscere meglio i materiali in possesso dell’Accusa. 

Al momento contro di loro c’è il contenuto delle intercettazioni ambientali e telefoniche. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Francesco Reggio, il presunto capo dell’organizzazione, che avrebbe fatto «sistematico mercimonio della divisa indossata». Reggio, assistito dall’avvocato Antonio Bolognese, ha preferito non proferire parola nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Ercole Aprile e alla presenza del magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi. 
Scena muta anche per altri quattro poliziotti Fabio Cazzato, Maurizio Rampino, Franco Carlà e Maurizio Scarfone, assistiti dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti, Francesca Conte, Pantaleo Cannoletta, Antonio Savoia. Ha fornito, invece, alcune precisazioni ma solo in relazione al significato di alcuni conversazioni che sono state intercettate a bordo delle auto di servizio, Angelo Rapanà, assistito dall’avvocato Michele Palazzo. 
Gli interrogatori degli altri poliziotti raggiunti dal provvedimento restrittivo si terranno oggi (altri tre) e domani. Intanto c’è già chi sta preparando il ricorso al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare.

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