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In Puglia e Basilicata

Vendola: sarà rivolta contro il nucleare

Vendola: sarà rivolta contro il nucleare
di BEPI MARTELLOTTA
Entro 6 mesi il governo stilerà la mappa dei nuovi reattori e tra le ipotesi si ventila Ostuni in Puglia. «Noi ci siamo già fatti carico delle esigenze energetiche della nazione - sottolinea il presidente Vendola - abbiamo pagato un prezzo altissimo con lo sviluppo delle patologie oncologiche e della malattie respiratorie»
• Il fisico barese: «Quattro reattori non basterebbero» 
• Un Salento «nucleare», ipotesi anni '60
• Il ministro Prestigiacomo: «Una polemica elettorale»
• La mappa del nucleare in Italia
• Lecce, da oggi capitale dell'energia

14 Maggio 2009

di BEPI MARTELLOTTA 

Al presidente della Puglia Nichi Vendola sembra di essere tornato a trent’anni fa, quando nel 1985 partecipò a Mosca come delegato al festival mondiale della gioventù. «I sovietici ci propinarono una lunga sessione sulla sicurezza del nucleare con un documentario che vantava le virtù di una centrale modello. Io in solitudine - racconta - dovetti faticare molto per guadagnare il diritto di contestare quello che stavo ascoltando sul presunto “gioiello” di sicurezza nucleare: un anno dopo sarebbe accaduto l’incidente più grave della storia nucleare. Quel “gioiello” era Chernobyl. 

Presidente, vuole tornare a fare il contestatore? Intendo mobilitare tutti i livelli istituzionali e sociali della ribellione di fronte a una scelta sbagliata. Con la presidente del Piemonte Bresso abbiamo già firmato un protocollo d’intesa in tema di energie rinnovabili e contro il nucleare: sabato sarò a Torino per protestare contro l’inerzia del governo sulla questione Fiat nel nome dei 2.500 operai pugliesi che attendono di sapere quale sarà la loro sorte e sarà l’occasione per valutare il da farsi. Intendo ribellarmi istituzionalmente perché, anche in questa vicenda, ad onta della tanto strombazzata rivoluzione federalista i poteri delle Regioni vengono clamorosamente trasformati in una specie di buca delle lettere dove possiamo esprimere solo i nostri ininfluenti pensierini. 

Sta pensando anche lei, come la presidente del Piemonte, ad un referendum? Ricordo che un referendum popolare sul nucleare c’è già stato. Cercherò con la Bresso di approfondire gli aspetti di illeggittimità, anche perché perdiamo un potere specifico: dare l’intesa al governo. È emblematico il fatto che a ogni giro di boa la pulsione fondamentale del governo di destra sia centralistica e autoritaria. 

E le Regioni si rivoltano... Ma il governo si dimentica delle popolazioni: non riesce a capire quale potrà essere la reazione dei pugliesi? Come si fa a immaginare come sito Ostuni? Una centrale tra i trulli e il barocco, tra la costa merlata e le masserie? Una masseria atomica o un trullo radioattivo? C’è un formidabile senso del'umorismo, ma sappiano che non c’è un solo millimetro di territorio pugliese disponibile ad accogliere impianti nucleari o un solo grammo di scorie radioattive. Dovranno venire con i carri armati. Per la Puglia non si tratta di scivolare dentro al nucleare, anzi il tema è quello del risarc imento. 

Cioè? Secondo gli ultimi dati Terna la Puglia fornisce al sistema Paese l’88% dell’energia che produce. Noi ci siamo già fatti carico delle esigenze energetiche della nazione: abbiamo pagato un prezzo altissimo con lo sviluppo delle patologie oncologiche e della malattie respiratorie a causa dei fumi di Cerano e non siamo minimamente ricompensati da incrementi di finanziamento del nostro sistema sanitario. Abbiamo giò dato e abbiamo già accettato di accogliere due gasdotti nel nostro territorio, che trasporterebbero 20 miliardi i metri cubi gas. Ora siamo in attesa di ricevere in termini di riduzione della bolletta elettrica per famiglie e imprese. 

Ma con le fonti rinnovabili non si riesce a far fronte al fabbisogno, che dicono aumenterà spaventosamente. O no? Il governo metta da parte le sue pulsioni nucleariste e spieghi alla Puglia perché ha tagliato i finanziamenti al nostro progetto di solare termodinamico sotto la guida di Carlo Rubbia o perché ci ha tagliato i fondi per l’idrogeno verde. Nel giro di 3 anni siamo passati al primo posto nella classifica italiana della produzione di energia solare e eolica. Sono andato alla fiera dell’energia solare a Verona e ho visto un mondo che sta correndo verso il futuro, ma su questo c’è una vistosa distrazione del governo. La Puglia batterà la California dal punto di vista della piena convenienza dell’investimento nelle nuove tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili: lì la raggiungeranno nel 2011, noi questo record lo raggiungeremo nel 2010. 

C’è però anche a sinistra chi, come Letta, pensa che il nucleare non sia un mostro, anzi sia necessario. Sono 60 anni che si gioca con la droga dei numeri sulla crescita del fabbisogno energetico, senza una valutazione realistica dei problemi che ha il nostro Paese. Siamo un territorio molto popolato e chi si è occupato della gestione di casi come Montalto di Castro o Caorso sa di cosa parlo e perché, ad esempio a Scanzano, c’è stata una rivolta. Quanto al Pd, qui in Puglia ha una posizione contraria al nucleare e ha già presentato un ordine del giorno in consiglio regionale che discuteremo e voteremo quanto prima. 

Insisto sulla politica: a Brindisi è candidato alla Provincia col Pd un confindustriale propenso al rigassificatore, mentre il candidato sindaco del Pdl l’ha sempre osteggiato. Come la mettiamo? Di queste contraddizioni può rispondere solo chi ne è protagonista, mentre vorrei sottolineare che non c’è solo una questione ambientale. Gli arresti intorno alla vicenda di Cerano sono il sintomo inquietante di un ritorno della questione morale. Piuttosto, spieghi la destra perché a livello locale scende in piazza contro alcuni impianti energetici a biomasse e a livello ministeriale porta davanti alla Corte costituzionale la mia legge sull’energia che cerca di porre dei limiti alle biomasse imponendo la filiera corta. È una condizione un po’ bef farda quella di essere contestato perché non posso violare le leggi nazionali e di esserlo anche quando provo ad irrigidire le regole di mercato nel territorio pugliese.

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