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In Puglia e Basilicata

Impiegato pompe funebri suicida: lavoro troppo triste

Impiegato pompe funebri suicida: lavoro troppo triste
GENOVA - Impiegato presso l'azienda dei servizi funebri del Comune si impicca a 39 anni: non poteva più sopportare la vista delle salme e il dolore dei parenti. Al tragico epilogo Michele La Forgia (originario di Molfetta), è arrivato dopo un periodo di tensioni, con il coinvolgimento dei sindacati, con la direzione dell’azienda.

12 Maggio 2009

GENOVA - Impiegato presso l'azienda dei servizi funebri del Comune si impicca a 39 anni: non poteva più sopportare la vista delle salme e il dolore dei parenti. 

Al tragico epilogo Michele La Forgia, secondo quanto scrive oggi “Il Secolo XIX”, è arrivato dopo un periodo di tensioni, con il coinvolgimento dei sindacati, con la direzione dell’azienda. 

Originario di Molfetta, La Forgia era stato assunto all’Asef nel 2004 con la mansione di consulente cimiteriale: ricerche e visure cimiteriali, disbrigo di pratiche presso gli uffici comunali, scelta delle sepolture. Ma poi finisce per fare altro e si trova sempre più spesso nelle camere mortuarie e a contatto con i parenti dei defunti. 

Il sindacato Fit-Cisl aveva intentato una battaglia legale nei confronti dell’azienda che avrebbe sistematicamente ignorato le richieste del dipendente di essere trasferito e riportato alle mansioni per le quali era stato assunto.
“Asef si è comportata come doveva – afferma il direttore generale dell’azienda Bianca Tiozzo – se avessimo ricevuto pareri medici che provavano il malessere del dipendente ne avremmo tenuto conto”.
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