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Adepti al Qaeda a Bari volevano colpire Parigi

Adepti al Qaeda a Bari volevano colpire Parigi
BARI - Reclutavano e addestravano terroristi. Cercavano proseliti per la guerra santa. Volevano preparare un attentato all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi in stile Torri Gemelle. Era questa – secondo la procura di Bari - l’attività dell’ingegnere informatico e dell’imam-sceicco arrestati stamattina a Bari dalla polizia per associazione finalizzata al terrorismo internazionale. Il legale: accuse infondate
• Le indagini partite dall'analisi di sei pen drive e tra le carte trovato anche «il testamento di un combattente»
• «Due personaggi rilevanti. Evitato qualcosa di grave»
• Un gruppo terroristico di 50 persone
• Chi sono i due francesi arrestati
• Le intercettazioni: «Inquietanti»
• Coi due arrestati viaggiavano 5 clandestini ma sono stati rimpatriati
• Sappe: nel carcere di Bari un solo agente vigila su 90 detenuti inclusi i presunti terroristi
• LE FOTO dei due arrestati

12 Maggio 2009

BARI - Reclutavano e addestravano terroristi. Cercavano proseliti per la guerra santa. Volevano preparare un attentato all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi in stile Torri Gemelle. Era questa – secondo la procura di Bari - l’attività dell’ingegnere informatico e dell’imam-sceicco arrestati stamattina a Bari dalla polizia per associazione finalizzata al terrorismo internazionale. 

A Bassam Ayachi, siriano di 63 anni con passaporto francese, e a Raphael Gendron, francese di 34, l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere perchè i due sono detenuti dall’11 novembre 2008 quando furono arrestati nel porto di Bari dopo che nel loro camper, appena giunto dalla Grecia, la polizia aveva trovato cinque immigrati clandestini. 

Durante la perquisizione ai due furono sequestrate sei pen-drive e numerosi dvd. Su questi supporti informatici sono stati scoperti documenti (anche “riservatissimi”) che inchioderebbero i due presunti terroristi: letture e commenti di comunicati di Osama Bin Laden e discorsi di Al Zarqawi, resoconti di operazioni della resistenza irachena contro l’esercito Usa, foto di guerriglieri, manuali di combattimenti e scene di addestramento e combattimento. Il materiale è in parte autoprodotto, in parte prodotto dal 'Global Islamic Media Front', struttura mediatica riconducibile ad Al Qaida.

 Tra il materiale trovato c'è anche il testamento inedito di un combattente islamico votato al martirio, 'Hisham Abou Nizal', nome di combattimento del ventiquattrenne Beyayo Hisham, che chiede a chi lo legge di prendersi cura dei suoi genitori. Hisham è stato arrestato l’11 dicembre 2008 a Bruxelles assieme ad altre persone durante l'operazione chiamata 'Salam' sul terrorismo internazionale. Molti di questi arrestati sono tra i 50 presunti appartenenti alla cellula terroristica scoperta dai pm baresi Roberto Rossi e Francesca Pirrelli. 

“Abbiamo messo le mani su due personaggi assolutamente rilevanti” ha detto il procuratore di Bari, Emilio Marzano. Il questore del capoluogo, Giorgio Manari, ha invece aggiunto che “forse con l’operazione di oggi si è evitato qualcosa di più grave perchè gli arrestati facevano parte di un’organizzazione più ampia”. Quello che si è evitato è – secondo gli inquirenti – un attentato all’aeroporto internazionale di Parigi. 

Durante una conversazione “piuttosto inquietante” intercettata il 14 dicembre 2008 in carcere, i due dicono di voler “con un aereo” “colpire De Gaulle” “la sera...quando saranno molte persone”. Nella stessa intercettazione i due parlano di predisporre con la propria cellula attentati nel territorio europeo con l’utilizzo di aerei. I due fanno spesso riferimento all’uso di un “aereo” per “colpire bene”, per “colpire il popolo” e parlano anche della volontà di
“colpire gli inglesi”. 

Una frase esprime meglio delle altre la determinazione degli arrestati. Dice Ayachi a Gendron: “...ci ammazziamo colpendo...colpiamo...e poi io colpire...”. Pochi giorni prima, il 6 dicembre, Ayachi e Gendron avevano parlato dell’acquisto di “una tonnellata di granate a cinque euro l'una” a Riad e della preparazione di una “super bomba”.
Tuttavia, l’indagine ha accertato che gli attentati sono rimasti nella fase progettuale e non sono mai passati a quella esecutiva. 

Ma i due arrestati – è scritto nel provvedimento restrittivo del gip Giulia Romanazzi – “risultano possedere anche la volontà ed il proposito di passare all’azione terroristica vera e propria”. Per questo il giudice, facendo riferimento ad un dialogo tra gli arrestati che dicono di voler utilizzare aerei per compiere attentati in Europa, scrive che il “perdurante accordo criminoso” ha un’entità che “per essere ispirata dalla ideazione di un programma 'distruttivò indeterminato, possiede una rilevante potenzialità di determinazione di devastanti danni catastrofici”.

IL LEGALE: ACCUSE INFONDATE
Contesta le accuse l’avvocato belga di due degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul terrorismo a Bari. Il legale di Bassam Ayachi e di Raphael Gendron, entrambi residenti a Bruxelles, in un’intervista alla televisione belga Rtbf, ha sottolineato di trovare «strana» la decisione di notificare un’ordinanza di custodia cautelare per persone già in carcere dal novembre scorso. 

Per il legale «le accuse non si basano su niente» e, a suo avviso, sarebbero solo da mettere in connessione con l'approssimarsi delle elezioni. Bassam Ayachi, che aveva ricoperto l’incarico di responsabile del Centro islamico belga, e Raphael Gendron furono arrestati l'11 novembre scorso. L’avvocato Courtoy aveva già difeso i due uomini in precedenti dossier.
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