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Lavoro

Ricerca ok ma settore auto in crisi: ecco i due volti di Fca a Melfi

Fca, assunti  20 ricercatoriper progetto Campus Melfi

Parte la solidarietà; mistero su 20 tecnici. Mentre al Campus continua l’attività di monitoraggio e ricerca top secret

29 Settembre 2018

Francesco Russo

MELFI - La struttura è stata consegnata lo scorso anno, anche se le attività erano già iniziate con l’assunzione dei primi ricercatori - una ventina di lucani - che avevano partecipato a un corso di alta formazione professionale. Ma da allora si sa ben poco di cosa avvenga all’interno del Centro di ricerca della Fiat Chrylser Automobiles, meglio conosciuto come il Campus di San Nicola di Melfi. «Si sta svolgendo un lavoro oscuro ma utilissimo, che sta andando avanti con importanti risultati: è chiaro che trattandosi di ricerca bisogna mantenere un minimo di riservatezza», ci spiega un portavoce della Fca, anche in risposta alle organizzazioni di categoria, che lamentano di essere tagliate fuori dal progetto. «Sappiamo solo che ci sono i 20 ricercatori assunti con il bando di qualche anno fa e che stanno svolgendo alcuni studi: non c’è stata mai nemmeno un’inaugurazione ufficiale», dice il segretario regionale della Uilm, Marco Lomio, così come il leader della Fim-Cisl lucana, Gerardo Evangelista: «Non sappiamo proprio nulla, sappiamo che al Campus stanno lavorando e ci piacerebbe essere coinvolti: siamo sicuri che si tratti di qualcosa di importante».

Il progetto - nato con l’intento di favorire non solo la produzione, ma anche la progettazione e la conoscenza al servizio della Fca e dell’intero automotive - è frutto di una convenzione quadro di pochi anni fa tra il Crf (società del gruppo Fca per l’impostazione e lo sviluppo di attività di ricerca e innovazione in ambito automobilistico) e la Regione Basilicata. Le linee di ricerca riguardano principalmente: la qualità del prodotto, il controllo dei cicli produttivi, l’ergonomia, I’eco-compatibilità delle attività manifatturiere e la progettazione virtuale dei prodotti per soluzioni operative trasferibili ai settori produttivi presenti in regione e diversi dall’automotive. Dalla Fca ribadiscono che «quando si fa la ricerca si cerca di mantenere un minimo di segretezza» e che a Melfi «sono operativi 7 laboratori, in cui lavorano i 20 assunti, che possono contribuire a più aree di specializzazione e ad attività di innovazione e di sviluppo e formazione, nel campo delle metodologie dei processi manifatturieri che riguardano quello che viene sviluppato nelle fabbriche». La gestazione per arrivare al Campus per l’innovazione del manifacturing di San Nicola di Melfi è stata comunque lunga e difficile. Annunciata dalla Fiat nel 2005, la consegna della struttura in comodato si è avuta solo nel marzo 2017, da parte della Regione Basilicata. Due anni prima erano stati assunti 22 ricercatori lucani - dopo un percorso di formazione - per lavorare in funzione dei programmi di ricerca. All’epoca furono all’interno della stessa Fca-Sata. Ad oggi quei giovani ricercatori sono gli unici a operare nel Campus di S. Nicola di Melfi.
Domani, intanto, ci sarà una nuova domenica senza lavoro allo stabilimento Fca-Sata. «I motivi della decisione dell’azienda - spiega il segretario regionale della Fismic, Pasquale Capocasale - sono diversi: c’è un calo dei volumi produttivi, c’è una questione che riguarda il mercato in generale, ma c’è anche, evidentemente, la decisione dell’azienda di non mantenere troppe auto in giacenza».

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