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Ora Ascoli Satriano vuole la medaglia d'oro

Ora Ascoli Satriano vuole la medaglia d'oro
All'indomani dell'armistizio, la città reagì alle angherie dei nazisti. La rappresaglia fu terribile: 11 satrianesi massacrati, soprattutto ragazzini e bambini. Un capitolo importante di quella «ignorata rivolta del Mezzogiorno» di cui hanno parlato storici come Bocca, Battaglia e Parisella. Un capitolo che ha visto protagonista la città del Foggiano che adesso vuole riconosciuto il giusto merito a quelle giornate che la videro protagonista di una insurrezione popolare contro gli invasori nazisti. Il 23 maggio, su iniziativa del sindaco Antonio Rolla, il consiglio comunale si riunirà in seduta straordinaria per chiedere al Presidente della Repubblica, l'assegnazione della medaglia d'oro al valor militare

10 Maggio 2009

ASCOLI SATRIANO - Un capitolo importante di quella «ignorata rivolta del Mezzogiorno» di cui hanno parlato storici come Bocca, Battaglia e Parisella. Un capitolo che ha visto protagonista la città di Ascoli Satriano che adesso vuole riconosciuto il giusto merito a quelle giornate che la videro protagonista di una insurrezione popolare contro gli invasori nazisti. Il 23 maggio, su iniziativa del sindaco Antonio Rolla, il consiglio comunale si riunirà in seduta straordinaria per chiedere al Presidente della Repubblica, l'assegnazione della medaglia d'oro al valor militare. 

Il Comune di Ascoli Satriano è stato già da tempo insignito dall'Anpi (associazione nazionale partigiani d'Italia) della qualifica di socio onorario, «a riconoscimento - come si legge nella motivazione - dei sacrifici e della gesta eroiche di cui la città fu partecipe durante la Resistenza; del sostegno dato ai volontari della libertà; della fedeltà dimostrata nell'impegno civile agli ideali di quanti vollero un'Italia libera e democratica». I fatti di Ascoli si svolsero nell'arco di due cruente e terribili giornate, il 26 e il 27 settembre del 1943. 

Fin dall'indomani dell'armistizio, il 9 settembre, si era accampata ad Ascoli Satriano una colonna militare tedesca, sulla collina Serpente. A corto di generi di prima necessità, le truppe naziste opprimevano e depredavano continuamente la popolazione che dette spontaneamente vita ad un comitato di liberazione. Il 26 settembre, nel corso dell'ennesimo saccheggio perpretato ai danni di negozi e civili abitazioni cittadine, la popolazione insorse, ed utilizzando le armi lasciate incustodite dall'esercito italiano che qualche settimana prima era «sbandato», impegnò i nazisti in un durissimo combattimento, costringendoli al ripiegamento, ed uccidendo 15 soldati tedeschi. 

La rappresaglia fu terribile. Accampatisi a valle nei pressi del torrente Carapelle, i tedeschi aprirono il fuoco con mortai ed artiglierie, uccidendo 11 ascolani, per la maggior parte minori e bambini. Ma l'ecatombe di civili ancora non bastava al comandante della colonna tedesca, che si preparò ad un'altra rappresaglia il giorno dopo, 27 settembre. Il peggio venne evitato dal coraggio del vescovo di Ascoli Satriano, Vittorio Consigliere, che accompagnato dal redentorista Benedetto Ragni che gli faceva da interprete, si recò a parlamentare con il comandante nazista, ottenendo la sospensione del fuoco in cambio dell'impegno a consegnare ai tedeschi viveri, zucchero, sigarette. Il negoziato condotto dal presule salvò Ascoli dall'ulteriore rappresaglia. Mentre il Vescovo Consigliere fece ritorno al paese, comparirono le prime staffette anglo-americane, che costrinsero i tedeschi alla fuga. 

«Lo straordinario impegno civile e il coraggio militare manifestato dai miei concittadini - commenta il sindaco Rolla - merita ad Ascoli Satriano la concessione della medaglia d'oro al valor militare, che intendiamo chiedere al Capo dello Stato come riconoscimento alla verità della storia, affinché non vada perduta questa pagina importante di quella Resistenza ignorata che vide protagonista il Mezzogiorno, e la chiediamo proprio oggi quando, dopo anni di contrapposizione politica, si gettano le basi per una pacificazione nazionale». La giunta comunale, intanto in attesa della richiesta di medaglia d’oro, ha conferito alla memoria a mons. Vittorio Consigliere il titolo di «defensor civitatis».
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