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In Puglia e Basilicata

Abusi su minore disabile: preso barese aveva già precedenti

Abusi su minore disabile: preso barese aveva già precedenti
di GIANPAOLO BALSAMO 
Avrebbe «agganciato» la sua vittima, quando era ancora minore, con i soliti metodi. Approfittando della sua disabilità psichica, gli offriva qualche consumazione al bar, un pezzo di focaccia, qualche spicciolo. Poi lo portava in campagna e lo sottoponeva a violenze. Lo squallido episodio di pedofilia è stato portato alla luce dai poliziotti del commissariato di Corato che hanno arrestato un 45enne di Ruvo. E' accusato di violenza sessuale nei confronti di persona totalmente capace di intendere e volere. L'uomo aveva precedenti per pedofilia

10 Maggio 2009

CORATO - Avrebbe «agganciato» la sua vittima, quando era ancora minore, con i soliti metodi. In genere, aprofittando della sua disabilità psichica, gli offriva qualche consumazione al bar, un pezzo di focaccia e talvolta anche qualche spicciolo per indurlo a sottostare ai suoi insani desideri. Sono i contorni di una storia squallida, di un episodio di pedofilia e di omosessualità, portata tristemente alla luce dai poliziotti del commissariato di Corato che hanno arrestato, con accuse infamanti, un 45enne di Ruvo (già in passato con precedenti per pedofilia), accusato di violenza sessuale nei confronti di persona totalmente capace di intendere e volere. 

Non riveliamo il nome dell’arrestato perchè si potrebbe risalire all’identità della vittima. È comunque un abisso senza fine il suo racconto dell’orrore (un giovane oggi di 21 anni) che, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori della Polizia (ai comandi del vice questore aggiunto Damiano Nappi) avrebbe conosciuto l’amico-orco quando ancora frequentava la scuola. 

Il punto di partenza è l’anno 2003 quando sarebbero iniziate le morbose attenzioni del pedofilo sul minore. «Vuoi una sigaretta? Vieni con me», e quando il ragazzino lo seguiva, ne avrebbe abusato. Il 45enne ruvese, con questi ignobili escamotage, in preda ad un impulso irrefrenabile ed approfittando delle difficoltà relazionali della vittima, in più circostanze in questi anni l’avrebbe «invogliata» a compiere atti sessuali completi sia attivi che passivi che venivano consumati in casa (del ragazzo) ma soprattutto nelle campagne, all’interno della propria autovettura. 

Dalle indagini, condotte dagli uomini della squadra di polizia giudiziaria del commissariato coratino, è anche emerso che il giovane disabile era stato convinto di essere in preda di un «maleficio» e che il suo violentatore l’avrebbe aiutato a «purificarlo». 

L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip del Tribunale di Trani, Roberto Oliveri del Castillo, su richiesta del pm Mirella Conticelli. Sulla vicenda, comunque, è calato il massimo riserbo da parte degli investigatori per tutelare la vittima. Le indagini, si sa per certo, continueranno per verificare se anche altri ignari giovani siano stati sfruttati e violentati approfittando del loro stato di dipendenza psicologica. Certamente l’episodio lascia sconcertati per la sua gravità. Ogni forma di violenza sessuale va deplorata, ma quando le vittime sono minori o persone disabili l’indignazione e lo sconcerto sono talmente forti che è inutile anche ogni sorta di commento.
GIANPAOLO BALSAMO
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