Lunedì 08 Agosto 2022 | 03:14

In Puglia e Basilicata

Salento, pozzi avvelenati l'Arpa aumenta controlli

Salento, pozzi avvelenati l'Arpa aumenta controlli
di STEFANO LOPETRONE
LECCE - L'Arpa alza la guardia sull’inquinamento di pozzi e falda acquifera. A Ugento, come a Maglie e Seclì, l’ultimo sconcertante caso di contaminazione nel Salento, l’Agenzia regionale per l’ambiente effettuerà controlli a tappeto. L’alto livello di concentrazione di policlorobifenili nelle acque sotterranee della zona industriale di Seclì ha amplificato l’allarme ambientale nella provincia di Lecce.

08 Maggio 2009

di STEFANO LOPETRONE

LECCE - L'Arpa alza la guardia sull’inquinamento di pozzi e falda acquifera. A Ugento, come a Maglie e Seclì, l’ultimo sconcertante caso di contaminazione nel Salento, l’Agenzia regionale per l’ambiente effettuerà controlli a tappeto. L’alto livello di concentrazione di policlorobifenili nelle acque sotterranee della zona industriale di Seclì ha amplificato l’allarme ambientale nella provincia di Lecce. L’Arpa non si fa cogliere di sorpresa: partiranno a breve nuovi e più estesi sopralluoghi a Seclì, mentre cominciano ad arrivare i risultati dei secondi controlli effettuati a Burgesi (Ugento) e si pianificano gli ennesimi prelievi nei pozzi che sorgono intorno alla Copersalento.

SORPRESA Il direttore provinciale dell’Arpa, Roberto Bucci, sui pozzi avvelenati di Seclì è stato colto di sorpresa: «Non ci aspettavamo una concentrazione così elevata di Pcb», ha ammesso ieri. Livelli cosi alti di Pcb non erano stati messi in conto: mentre la soglia di attenzione è fissata in 10mila picogrammi per litro, i tre pozzi artesiani di Seclì registravano valori nell’ordine dei 20mila, 16mila e 15mila picogrammi per litro.
NUOVI CONTROLLI- Ieri mattina il primo cittadino di Seclì, Donato Zizzari, ha chiesto al direttore provinciale dell’Arpa di effettuare ancora i controlli sugli stessi tre pozzi risultati non conformi. In questo modo sarà possibile verificare l’evoluzione della contaminazione. Allo stesso tempo ha richiesto di estendere i controlli su un raggio di 300 metri dai pozzi già risultati avvelenati. Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra Arpa e Comune di Seclì per verificare se l’amministrazione locale ha da indicare luoghi precisi da verificare. «Il Comune - dice Bucci - ci aveva già indicato uno dei pozzi da analizzare, gli altri due ci sono stati segnalati dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce. Tutto ciò mi fa supporre che in loco già si ha un’idea di dove cercare: ciò faciliterebbe il nostro lavoro».
PRIORITA' PCB Ora l’«emergenza Pcb» diventa una priorità. I prossimi campionamenti avranno una corsia preferenziale nel laboratorio regionale dell’Arpa, quello di Taranto. Bucci risponde così alle critiche, nemmeno troppo velate, del sindaco Donato Zizzari, che ha lamentato la lentezza dell’iter di controllo (la richiesta era partita ad agosto, i controlli sono stati effettuati a dicembre e i risultati sono arrivati solo nei giorni scorsi): «L'Arpa ha un solo laboratorio analisi abilitato ad esami di questo tipo - dice - I tempi analisi di Pcb e diossina sono relativamente lenti anche per questo motivo. Gli esami di Seclì erano nella normale lista di attesa, anche perché non si aveva sentore di un così forte inquinamento. Ora l’iter subirà un’accelerazione. Credo che per essi il direttore generale Assennato imporrà un vincolo di priorità».
FALDA INQUINATA- Purtroppo il danno alla falda pare ormai acclarato. «I policlorobifenili si depositano con grande facilità nelle acque sotterranee. Non a caso sui due terreni che abbiamo controllato nella zona industriale abbiamo rilevato quantità di Pcb molto al di sotto dei limiti di legge. Credo che nel caso di Seclì l’inquinamento sia ormai giunto nella falda acquifera, vista la profondità dei rilievi». Intanto arrivano i primi risultati dei prelievi effettuati la scorsa settimana a Burgesi, Ugento. In via ufficiosa, pare che i livelli del campione prelevato sui pozzi spia della discarica siano ancora una volta conformi. «Arpa effettua controlli periodici sui pozzi spia della discarica. Questi sono risultati sempre conformi ai limiti imposti dalla legge», dice Bucci. I dati della Spacedat, soggetto privato cui la Provincia ha dato incarico di analizzare i pozzi che sorgono intorno alla discarica, sono invece non conformi. «Ora è partita una fase di controlli incrociati: abbiamo compiuto il primo passaggio, il controllo suoi pozzi spia. A breve partiranno i controlli, anche da parte nostra, sui pozzi limitrofi a quelli spia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725