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In Puglia e Basilicata

Tubercolosi in una scuola di Foggia

Tubercolosi in una scuola di Foggia
TRINITAPOLI - Al momento, è uno solo il caso di Tbc accertato a Trinitapoli. Si tratta di una ragazza che frequenta il locale Istituto di istruzione secondaria superiore “Scipione Staffa”. Nelle tarda mattinata si conoscerà l’esito dello screening a cui sono stati sottoposti gli alunni, e i relativi insegnanti e genitori, che frequentano la stessa classe della ragazza interessata dal morbo, per i quali s'è proceduto all’esame della “intradermoreazione di Mantoux” da parte del Dipartimento per la Prevenzione della Asl Bat uno.

08 Maggio 2009

di GAETANO SAMUELE

TRINITAPOLI - Al momento, è uno solo il caso di Tbc accertato a Trinitapoli. Si tratta di una ragazza che frequenta il locale Istituto di istruzione secondaria superiore “Scipione Staffa”. Nelle tarda mattinata si conoscerà l’esito dello screening a cui sono stati sottoposti gli alunni, e i relativi insegnanti e genitori, che frequentano la stessa classe della ragazza interessata dal morbo, per i quali s'è proceduto all’esame della “intradermoreazione di Mantoux” da parte del Dipartimento per la Prevenzione della Asl Bat uno.

 La ragazza risulta assente dalle lezioni dal 24 aprile, da quando cioè, dopo aver avvertito febbre e tosse, è stata indirizzata all’ospedale “Davanzo” di Foggia. In data 29 aprile, il dirigente scolastico, Antonio Di Domenico, appresa la notizia del ricovero ha informato il servizio di Prevenzione dell’Asl che si s'è messa in contatto con il nosocomio foggiano, per conoscere la diagnosi. In data 4 maggio (primo giorno scolastico utile), Addolorata De Luca, responsabile del Dipartimento di Prevenzione, ha invitato il preside a convocare per il giorno seguente alunni genitori e docenti di quella classe per procedere allo screening e, allo stesso tempo, fornire informazioni e istruzioni utili e necessarie, prima tra tutte tenere sufficientemente aerati i locali.


Allo stesso tempo faceva distribuire istruzioni in cui si legge che i bacilli vengono emessi nell’aria da pazienti con malattia in fase attiva attraverso goccioline di saliva, a seguito di tosse, che raggiungono i polmoni, e che le stesse non resistono molto nell’ambiente. 

Ma le mamme dei ragazzi che frequentano l’istituto si sono allarmate e hanno chiesto di procedere alla disinfezione dei locali della scuola al preside Di Domenico, il quale ha trasmesso la richiesta all’Asl che da parte sua a spiegato l’inutilità del provvedimento. Non a caso non è previsto dai protocolli, anche perché - tiene a sottolineare la De Luca - l'infezione non è la malattia. 

“Pertanto - sottolinea - non è necessaria la disinfezione dei locali, ma è sufficiente far ventilare l’ambiente”. Altri due fratellini frequentano classi della Scuola primaria e le autorità sanitarie hanno fornito ampia assicurazione alla direttrice didattica Mariella Giannattasio sulla eventualità di pericoli per altri bambini. Per cui, vengono giudicate eccessive le preoccupazioni dei genitori che hanno fatto evadere le lezioni ai propri figli in questi giorni, chiamando il “Pronto Gazzetta”.

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