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La separazione di Berlusconi? Mons.Ruppi: sia più giudizioso

La separazione di Berlusconi? Mons.Ruppi: sia più giudizioso
di ONOFRIO PAGONE 
L'ex presidente dei vescovi pugliesi, arcivescovo metropolita di Lecce,  mons. Cosmo Francesco Ruppi, circa la questione dell'annunciata separazione tra il premier e sua moglie Veronica Lario dice: «Ogni buon cristiano non approverà mai atteggiamenti disinvolti, superficiali, che attengono ai valori morali, quale la santità della famiglia e il rispetto della vita». Non crede alla tesi del "complotto di sinistra" e "bacchetta" tutti: «Con sofferenza noto che si sta facendo molto chiasso su questo problema, quando invece i problemi della disoccupazione e della povertà esigerebbero diversa attenzione» 

07 Maggio 2009

BARI - «Spero che questo polverone finisca presto, e ci si dedichi ai veri problemi della gente...». Si prepara a celebrare la messa vespertina mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo metropolita di Lecce e già presidente della Conferenza episcopale pugliese, quando sussurra le sue riflessioni sul divorzio annunciato tra Berlusconi e la signora Veronica. E’ una vicenda pubblico-privata su cui i vescovi italiani si sono già pronunciati ieri in maniera critica, lanciando quasi un avvertimento al premier: mons. Ruppi va oltre, molto oltre. 
Eccellenza, lei parla di “polverone” come se la vicenda non ponga oggi un problema etico-politico che ha rilevanza pubblica... 
«Per favore, preferisco non parlare della vicenda proprio per non alzare più di tanto la polvere! Insisto: si sta facendo un gran polverone, in cui si parla e si straparla...». 
Eccellenza, scusi: anche il presidente della Cei, anche il giornale dei vescovi, l’"Avvenire", sono intervenuti su questo caso. Non è solo un polverone... 
«Appunto. Mi limito a sottolineare quanto ha scritto “Avvenire”e quanto ha detto lo stesso presidente della Cei, il cardinale Bagnasco: bisogna che tutti quelli che hanno pubbliche responsabilità tengano un comportamento pari alla loro responsabilità e dignità». 
Dunque non esistono margini per una doppia morale? 
«Assolutamente no. La morale è una ed una soltanto, sia per il privato sia per l’uomo pubblico. Ognuno deve comportarsi secondo coscienza: la coscienza, diceva Newman, è il santuario dell’uomo e nessuno può mai capovolgere il dettame della coscienza». 
Scusi, Eccellenza: in qualche modo lei assolve comunque Berlusconi? 
«Non mi piace né assolvere, né condannare, anche perché le ragioni potrebbero esserci da una parte e dall’altra...». 
Ritiene che questa storia del divorzio annunciato sia un diversivo per distrarre da altri problemi? 
«Questo non posso affermarlo. Semplicemente con sofferenza noto che si sta facendo molto chiasso su questo problema, quando invece i problemi della disoccupazione e della povertà esigerebbero diversa attenzione». 
Questo divorzio annunciato avrà una ricaduta politica sulle scelte dei cattolici? Crede che i cattolici capiranno, comprenderanno Berlusconi? 
«I cattolici non hanno l’anello al naso: sanno leggere e sanno interpretare eventi e giudizi, anche quelli pompati sui giornali o in televisione». 
Eccellenza, si spieghi, altrimenti sembra che anche per lei sia tutto colpa dei giornali. 
«Voglio dire che ogni buon cristiano non approverà mai atteggiamenti disinvolti, superficiali, che attengono ai valori morali, quale la santità della famiglia e il rispetto della vita». 
Lei crede alla tesi del complotto della sinistra? 
«Non so, ma mi sembra irreale. Mi pare strano che ci sia. Certo, se c’è stato, è un complotto assai raffinato, frutto di menti e di cervelli eccezionali...». 
Quello di “Avvenire” suona come un avvertimento a Berlusconi: il premier ha altre chance? 
«Per ogni uomo c’è sempre la misericordia, per lui per me e per ognuno. Ma dobbiamo stare attenti a come ci muoviamo e a come operiamo!» 
Allora, da pastore, dia un consiglio a Berlusconi. 
«Un consiglio? Sì: sia più giudizioso nei suoi passi».
ONOFRIO PAGONE
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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