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In Puglia e Basilicata

Edilizia, megatruffa con base ad Andria

Edilizia, megatruffa con base ad Andria
Sono 30 le persone indagate nell'ambito delle indagini della guardia di finanza di Andria, in collaborazione con i militari del comando provinciale di Bari, che hanno portato all'arresto di dieci persone, sei ai domiciliari e quattro in carcere. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni immobili e conti correnti per un valore di 3.000.000 di euro. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello stato

07 Maggio 2009

ANDRIA (BARI) - Sono 30 le persone indagate nell’ambito delle indagini della guardia di finanza di Andria, in collaborazione con i militari del comando provinciale di Bari, che hanno portato all’arresto di dieci persone, sei ai domiciliari e quattro in carcere. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni immobili e conti correnti per un valore di 3.000.000 di euro. 

Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello stato. I militari hanno chiamato l’operazione "golden briks", mattoni d’oro, a causa degli illeciti guadagni ottenuti nel settore edile. 

L'organizzazione, secondo gli investigatori, ha operato tra il 2000 e il 2007 nel settore dell’edilizia e avrebbe avuto a capo un andriese, Pietro Zagaria, di 54 anni, che avrebbe tenuto le redini di sette società fittizie, intestate a prestanomi. Società – ritengono i militari – che servivano ad una decina di imprese edili per l’emissione di false fatturazioni e per l’assunzione della manodopera, lavoratori ai quali non sono mai stati versati gli emolumenti contributivi e previdenziali. 

In questo modo, secondo gli investigatori, si è messa a punto la truffa ai danni dello stato, truffa consistita anche nella fruizione di indebiti benefici fiscali per l’Iva e le imposte sui redditi, grazie all’emissione e all’uso di fatture per operazioni inesistenti per un importo di circa 100.000.000 di euro.

TUTTE LE PERSONE COINVOLTE NELLE INDAGINI
Sono Giovanni Tortora e Giuseppe Matera, entrambi di 60 anni, e Nicola Capogna, di 42, tutti di Andria (Bari), gli imprenditori edili finiti in carcere nell’ambito di un’indagine delle Fiamme gialle su una presunta truffa ai danni dello Stato. Stessa sorte è toccata a Pietro Zagaria, 54 anni, di Andria, ritenuto a capo del sodalizio criminale. Agli arresti domiciliari, invece, sono due fratelli di Zagaria, Giacinto e Raffaele, di 59 e 49 anni, il romano Luigi Leoni, di 53 anni, Antonino Superbo, 43 anni, residente a Pistoia ma di origini pugliesi, Francesco Mazzone, 34 anni, di Andria, e Natalino Pasquarelli, di 34 anni, di Minervino Murge (Bari). 

Sono tutti rappresentanti legali delle società fittizie; Raffaele Zagaria e Luigi Leoni erano anche amministratori di due delle imprese committenti coinvolte nell’inchiesta. Fra i 30 indagati ci sono, tra gli altri, la figlia di Pietro Zagaria che con altre tre persone, accusate di favoreggiamento, si sarebbe occupata di riciclare il denaro guadagnato indebitamente. Tra i beni sequestrati ci sono un attico nel centro di Roma, vicino piazza San Pietro, due appartamenti ad Andria, e una masseria e un terreno edificabile di un ettaro a Margherita di Savoia (Foggia).
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