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In Puglia e Basilicata

Striscione per il boss ucciso ora indaga la Digos di Bari

Striscione per il boss ucciso ora indaga la Digos di Bari
di RUGGERO CRISTALLO 
La Digos della polizia di Stato ha avviato indagini e sta esaminando le riprese video registrate dalle telecamere del «San Nicola» per potere risalire a chi, nel secondo tempo della partita Bari-Empoli di due giorni fa, ha esposto lo striscione con la scritta «Ciao Chelangelo» nella curva nord, settore che fa capo agli Ultras del Bari. La scritta esposta in curva inneggiava chiaramente a Michelangelo Stramaglia, il boss di Valenzano, pregiudicato cinquantenne ucciso in un agguato il 24 aprile scorso
• Gli ultras: quello striscione non è il nostro

06 Maggio 2009

BARI - La Digos della polizia di Stato ha avviato indagini e sta esaminando le riprese video registrate dalle telecamere del «San Nicola» per potere risalire a chi, nel secondo tempo della partita Bari-Empoli di due giorni fa, ha esposto lo striscione con la scritta «Ciao Chelangelo» nella curva nord, settore che fa capo agli Ultras del Bari. La scritta esposta in curva inneggiava chiaramente a Michelangelo Stramaglia, il pregiudicato cinquantenne ucciso in un agguato il 24 aprile scorso. Il boss di Valenzano, capo dell’omonimo clan, era difatti meglio conosciuto proprio come «Chelangelo». Un diminuitivo utilizzato ovviamente solo dagli amici più stretti o dagli affiliati più fedeli. 

L’esposizione dello striscione è durata un paio di minuti. Quindi l’oggetto è scomparso nel nulla. Stramaglia, per la cronaca, era un grande tifoso del Bari. Nei confronti dei responsabili del gesto si ipotizza la violazione amministrativa della normativa sulla sicurezza negli stadi che impone a chi voglia esporre striscioni di chiedere l’autorizzazione preventiva alla Questura del luogo che ospita la partita. 

Le indagini sono mirate ad identificare tutti i tifosi responsabili sia dell’introduzione sia dell’esposizione. Non sarà un compito facile, quello che attende gli uomini della polizia che dovranno anche verificare se, nella curva, ci siano infiltrazioni di carattere mafioso. 

La curva Nord, come si ricorderà fu teatro, il 23 settembre scorso di un episodio analogo. In quel caso, alcuni pseudo-tifosi esposero uno striscione durante il match Bari-Livorno che ricordava chiaramente Marino Catacchio, il giovane di 31 anni ucciso a colpi di pistola, in un regolamento di conti, il 18 settembre 2008 nel quartiere Libertà. Lo striscione recava la scritta «Marino sempre con noi». Fu esposto nel secondo tempo dell’incontro di calcio del campionato di serie B, finito zero a zero. L'ostensione dello striscione in quel caso fu salutata da un applauso del settore centrale della curva Nord. In quell’occasione il questore di Bari emise nei confronti di quattro persone il cosiddetto «Daspo», acronimo di «Divieto di accedere alle manifestazioni sportive.» 

La scritta incriminata «Marino sempre con noi» fu però trattata alla stregua di uno striscione non autorizzato, la cui esposizione è vietata. Quattro i giovani incriminati, come detto: tutti incensurati del quartiere Libertà. Dall’ ottobre scorso non possono accedere negli stadi italiani né assistere ad alcuna manifestazione sportiva per un anno. I quattro, multati con una sanzione amministrativa di 167 euro, hanno anche l’obbligo della firma: devono presentarsi in un ufficio di polizia in concomitanza con le manifestazioni vietate.
RUGGERO CRISTALLO
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