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In Puglia e Basilicata

Bari, traffico di rifiuti: un arresto, 18 indagati

Bari, traffico di rifiuti: un arresto, 18 indagati
Per un traffico illecito di rifiuti, i carabinieri di Bari del Nucleo ecologico (Noe) hanno arrestato e posto ai domiciliari Michele Balice, amministratore di una distilleria di Valenzano (Bari), con l’accusa di truffa e di traffico e smaltimento illegale di rifiuti fitotossici. Altre 18 persone sono indagate per concorso. L'operazione, denominata «Spirit», è scaturita dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Roberto Rossi, avviate nel 2004 dopo numerose segnalazioni di cittadini. Il traffico – a quanto si è saputo – è legato alle modalità di smaltimento di fanghi di depurazione e scarti di lavorazione, avvenuto anche inquinando falda acquifera e terreni

06 Maggio 2009

BARI - Per un traffico illecito di rifiuti, i carabinieri di Bari del Nucleo ecologico Noe hanno arrestato e posto ai domiciliari Michele Balice, amministratore di una distilleria di Valenzano (Bari) con l’accusa, appunto, di traffico e smaltimento illegale di rifiuti fitotossici e truffa. Altre 18 persone sono indagate per concorso. 

L'operazione, denominata «Spirit», è scaturita dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Roberto Rossi, avviate nel 2004 dopo numerose segnalazioni di cittadini. Il traffico è legato alle modalità di smaltimento di fanghi di depurazione e scarti di lavorazione, avvenuto anche inquinando falda acquifera e terreni. 

L'arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bari, Michele Parisi, su richiesta del pm inquirente, Roberto Rossi. 

L'ARRESTATO HA 71 ANNI
Michele Balice, di 71 anni, è titolare di una distilleria di vinacce che porta il suo nome e che, come detto, ha sede a Valenzano, comune dell’hinterland barese. I carabinieri ritengono che l’uomo insieme con altri indagati sia responsabile in tre-quattro anni di un traffico di rifiuti speciali fitotossici quantificato in 66.555 tonnellate. 

Il reato di traffico di rifiuti – a quanto si è saputo – sarebbe riferito allo smaltimento di fanghi di depurazione e di borlanda (che è lo scarto finale della distillazione delle vinacce utilizzate per produrre bevande alcoliche). Lo smaltimento sarebbe avvenuto – secondo gli investigatori – per un verso tramite lo sversamento attraverso un inghiottitoio nella falda acquifera e, per un altro verso, tramite lo sversamento nei campi. 

Il reato di truffa allo Stato è riferito al mancato pagamento dell’ecotassa e ai danni prodotti allo Stato, falsificando la documentazione al riguardo.
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