Martedì 25 Settembre 2018 | 02:55

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Nuove polemiche

Atteso alle Giornate del Lavoro della Cgil a Lecce, Di Maio dà forfait: fischiato dalla platea

Il segretario confederale Cgil Landini: «Governo del cambiamento? Non si cambia senza confronto con lavoratori»

Il vicepremier Luigi Di Maio a Matera

Alle quattro 'giornate del Lavoro' della Cgil a Lecce non parteciperà, oggi, il ministro Luigi Di Maio, atteso per un confronto a tre con il segretario confederale Cgil Maurizio Landini ed il leader di Confindustria Vincenzo Boccia.  La platea del dibattito alle  dove sarebbe dovuto intervenire il vicepremier ha accolto con qualche fischio l'annuncio dal palco che il ministro non sarebbe più intervenuto per sopraggiunti impegni istituzionali.
Forti applausi, ovviamente prevedibili, per il 'padrone di casa': il segretario confederale Cgil, Maurizio Landini. Manca quindi il Governo ad un confronto che, in programma, era previsto a tre con sindacati e industriali.

Rispondendo ad una domanda sull'assenza del ministro, Boccia dice: «E’ una occasione persa? Non lo so, bisognerebbe chiederlo a lui. Se ha detto che ha avuto degli impegni va letta così, non credo che sia un segno di ostilità, non credo che non vada letto diversamente».

IL SEGRETARIO LANDINI - L’assenza dispiace alla Cgil? «Credo che sia una perdita soprattutto per lui», risponde Landini. «È un Governo che dice di voler essere il governo del Cambiamento: il cambiamento non si fa senza le lavoratrici ed i lavoratori del Paese e non si può fare neanche contro lavoratrici ed lavoratori».

«Un Governo che pensa di cambiare questo Paese o lo fa assieme a chi lavora, e quindi anche con le organizzazioni sindacali, o lo fa con chi? Chi sono i soggetti», dice Landini, che poi aggiunge: «Poi non voglio polemizzare, avremo credo anche altre occasioni per poterci confrontare» con Luigi Di Maio. «Di sicuro abbiamo delle proposte, le diremo anche molto precise a partire dalla legge di stabilità. Non è che stiamo qui a vedere cosa farà».

Il sindacalista Cgil, ex leader della Fiom, sottolinea che la Cgil «ha in testa delle cose molto precise che devono essere fatte e rapidamente», come su «carta dei Diritti, Articolo 18, Pensioni, una riforma fiscale che non faccia pagare meno chi ha tanti soldi ma riduca le tasse a chi le ha sempre pagate. C'è bisogno di far ripartire gli investimenti e di assunzioni nel pubblico impiego. Questi sono gli elementi che metteremo in campo». «Lo diciamo in modo molto chiaro al Governo. Se si confronta con noi e va in questa direzione bene. Se non lo fa dovremo mettere in campo tutte le iniziative che sono necessarie»

E «visto che non c'è», dice ancora Landini dell’assenza di Di Maio, «penso di dirgli anche una altra cosa: cioè, questo Governo deve anche scegliere, perchè il problema di questo Paese non sono i migranti, non è la pelle nere ma è il lavoro nero, e generalmente il lavoro nero lo fanno fare degli imprenditori che hanno la pelle bianca. Anche questo è un argomento che vogliamo discutere. Non condividiamo su questo versante l’indirizzo di Salvini. E’ una cosa pericolosa che non ci fa risolvere i problemi e non ci fa guardare verso il futuro. Poi non ho da polemizzare con nessuno: se Di Maio ha avuto degli impegni ne prendiamo atto e avremo occasione di discutere e confrontarci in un altro modo».

L’assenza del ministro può - viene chiesto a Landini - essere stata condizionata dal clima in Puglia per le preoccupazioni ambientali sull'Ilva a Taranto e sul gasdotto Tap? Può essere una scelta strategica del ministro? «Non so se è una assenza strategica o no. Mi limito ad a osservare che ha avuto altri impegni, capisco che può succedere», risponde Landini: «Non mi pare che questo sia il punto perché dai problemi non si sfugge, i problemi rimangono».

IL PRESIDENTE CONSOB - «Per il Paese le dimissioni del presidente Consob Mario Nava rappresentano un segnale «non bellissimo» - dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dalle 'giornate del lavoro' della Cgil - «Siamo sempre al conflitto delle istituzioni, speriamo prevalga sempre il buon senso. Tra l’altro il presidente della Consob è una persona di grande qualità e di grande livello professionale». «Quando ci sarà la manovra vedremo delle cose e su quelle potremo fare delle valutazioni», dice il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, sottolineando così la difficoltà di confronto tra parti sociali e governo. «Confrontarsi è un valore della democrazia. Immaginate un Paese senza sindacati, senza Confindustria, senza opposizione, che parla direttamente al popolo. Che idea del Paese è? Non è la nostra idea», sottolinea il presidente degli industriali alle giornate del lavoro della Cgil.

GRATTIERI: «FALCONE E BORSELLINO SI RIVOLTANO NELLA TOMBA» - «Chiunque è stato al potere, di destra, sinistra o centro, non ha mai ritenuto una priorità le lotte alle mafie», dice il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, alle 'giornate del lavoro' della Cgil. «La legislazione italiana è la migliore del mondo ma è sempre arrivata il giorno dopo una strage. Non c'è mai stato un governo, mai un parlamento, che abbiano pensato in modo sistematico di sistemare i codici». «Ogni volta che c'è un governo di Commissione Antimafia: ma se serve fatela, ci vogliono 48 ore». Parla poi di poco impegno per avere più forse dell’ordine in campo: troppe scorte e tutele, per esempio, e «c'è chi si fa accompagnare a casa con la blindata e poi esce in motorino». «Dico anche sciogliamo la Dia, perché fa esattamente quello che fa la squadra mobile o un reparto operativo dei carabinieri. E’ un doppione. Ma mi dicono: poi che scrivono i giornali». Intanto «io a volte non faccio le indagini perché non ho persone». E attacca: «Falcone e Borsellino si rivoltano nella tomba». Fa molti altri esempi e conclude: «E' solo parlare parlare, e non cercare una soluzione. Per questo sono arrabbiato e irriverente». 

GABRIELLI - Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, sullo stesso palco delle 'giornate del lavoro della Cgil' ascolta le parole del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e rivolgendosi alla platea scherza: «Ora avrete compreso perché Gratteri non è stato fatto ministro della Giustizia. Se qualcuno aveva dei dubbi su questo ora lo ha ascoltato e ha capito». Poi con tono serio aggiunge: «Non condivido tutto quello che dice ma molte cose le sottoscriverei e sarei un suo fan». 

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